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cultura

Il nudo danneggia la donna? L'opinione di Gianmarco Aimi

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2 minuti di lettura

«Ovunque le donne vivono in modo inutile, cioè sbagliato». Oriana Fallaci, agli inizi degli anni sessanta, facendo attenzione a non immischiarsi nelle lotte femministe, portò avanti con determinazione la sua opinione, sfociata nel libro “Il Sesso Inutile”.

Il giornalista piacentino Gianmarco Aimi, dopo aver seguito da vicino la discussione sulla mozione approvata a Palazzo Mercanti lo scorso gennaio, atta a limitare le immagini “sessiste” su autobus e pubbliche affissioni, riprende il pensiero della scrittrice fiorentina: «Parlare di “sesso inutile” non ha più senso. L’evoluzione della donna è stata dirompente, tranne in certi paesi arabi. Oggi, in realtà, la provocazione della Fallaci andrebbe indirizzata agli uomini»

Eppure, secondo le prime firmatarie della proposta, utilizzando il corpo femminile in modo “poco vestito” per la promozione dei prodotti, si metterebbe in discussione l’affermazione stessa della donna nella società.

Quale pensi sia, in Italia, il rapporto tra il gentil sesso e il nudo?

«Nella nostra società, la visione della donna è abbastanza disinibita, ma non bisogna scadere nella volgarità»

La mozione, secondo te, evita questo pericolo?

«Nel concreto, no. Il comune non può cambiare l’accordo con la società che gestisce gli spazi pubblicitari, rischierebbe diversi contenziosi. Per lo meno, non è attuabile nel breve tempo»

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Gianmarco Aimi, giornalista

Il nudo, in generale, spaventa?

 

«La sensibilità di fronte al nudo dipende dalla cultura di provenienza. Per esempio, dopo la morte di Gaia Molinari, i media brasiliani pubblicarono le fotografie esplicite del cadavere. Da noi, sarebbe impensabile»

In certe religioni, sicuramente, non è ben accetto. Il velo e il burqa islamico, sempre più diffusi nelle città italiane, mettono in discussione l’emancipazione femminile in Occidente?

«Credo che mettano in discussione, soprattutto, l’inserimento delle donne straniere nella nostra realtà. Negli ultimi anni, sono aumentate quelle che hanno scelto di rimettere il velo, testimoniando un problema di integrazione. Se si decide spontaneamente di indossarlo non è un problema; lo è, invece, quando diventa una costrizione»

Quanto sono importanti le donne nel tuo mestiere, il giornalismo?

«Sono fondamentali. Quando fai il giornalista, devi interpretare la realtà, riportandola agli altri. La verità oggettiva non esiste: le donne contribuiscono a dare una visione diversa. Ciò non vuol dire che un sesso debba prevalere sull’altro: spazio a chi è bravo»

Quali figure femminili della storia ammiri di più?

«Golda Meir e Margaret Thatcher. Anche se non le seguo dal punto di vista politico, hanno dimostrato una grande forza. Due donne con le palle».

Thomas Trenchi

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Creatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Collabora con il quotidiano Libertà e realizza alcuni contenuti per le pagine del Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Regista del documentario "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), curatore della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018).