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Mediazione penale: riconciliare vittima e imputato. L'assemblea al Liceo Gioia – VIDEO

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Un nuovo modo di vedere il reato, parlando il linguaggio della mediazione. Al Liceo Gioia di Piacenza, studenti e professori hanno conosciuto il metodo Morineau, adottato a Palermo da Elio Lo Cascio e Loredana Genovese, ospiti d’eccezione dell’istituto: «Il nostro ufficio, attraverso la giustizia riparativa, risponde alle domande delle vittime “Perché a me? Perché io?”, che non trovano spazio nell’ambito legislativo, durante un processo penale», spiegano i due esperti.

I relatori si sono poi concentrati sull’obiettivo della mediazione penale, cioè quello di dare voce all’imputato e alla vittima, gestire gli effetti negativi creati dal conflitto tra le persone coinvolte, esporre liberamente i fatti ed esprimere i propri sentimenti rispetto a ciò che è accaduto: «Non è un modello alternativo, bensì d’aiuto. Si crea uno spazio d’ascolto per la parte offesa e di responsabilizzazione per il reo».

“Mediare” vuol dire anche “condividere”, perciò Elio Lo Cascio non ama la sicurezza basata sul concetto di “tolleranza zero”: «Il consenso politico prevede giustizia rapida, telecamere e aumento delle forze dell’ordine, noi la pensiamo in controtendenza, in quanto occorre piuttosto un senso di comunità più forte».

L’assessore al Nuovo Welfare del Comune di Piacenza Stefano Cugini ha ascoltato con interesse i due mediatori penali di Palermo: «Un’amministrazione deve far capire l’importanza della mediazione, oltrepassando le polarità di chi ha ragione e torto e affrontando il conflitto insieme». Ha partecipato all’assemblea anche Alberto Gromi, garante dei diritti dei detenuti del carcere di Piacenza, evidenziando delle lacune nell’ambito della mediazione alle Novate.

Thomas Trenchi

Classe 1998, giornalista professionista dell'emittente televisiva Telelibertà e del sito web Liberta.it. Collaboratore del quotidiano Libertà. Podcaster per Liberta.it con la rubrica di viaggi “Un passo nel mondo” e quella d’attualità “Giù la mascherina” insieme al collega Marcello Pollastri, fruibili anche sulle piattaforme Spreaker e Spotify; altri podcast: “Pandemia - Due anni di Covid” e un focus sull’omicidio di via Degani nella rubrica “Ombre”.In passato, ideatore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato anche alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni” e co-creatore di "Eravamo come morti - Testimonianza di Enrico Malacalza, internato nel lager di Stutthof". Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018).Nel maggio del 2022, insieme ai colleghi Marcello Pollastri e Andrea Pasquali, ha curato il libro-reportage "Ucraina, la catena che ci unisce", dopo alcuni giorni trascorsi nelle zone di guerra ed emergenza umanitaria. Il volume è stato pubblicato da Editoriale Libertà con il quotidiano in edicola.Ecco alcuni speciali tv curati per Telelibertà: "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste in occasione della festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019; “I presepi piacentini nel Natale del Covid”; “La vita oltre il Covid” con interviste a due piacentini guariti dall’infezione da Coronavirus dopo dure ed estenuanti settimane di ricovero in ospedale; il reportage “La scuola finlandese” negli istituti di Kauttua ed Eura in Finlandia.