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politica

Richiedenti asilo, Lega: «Stop accordo con Asp». Cugini non ci sta e replica

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Sono circa centocinquanta i richiedenti asilo accolti in Asp, l’Azienda Servizi alla Persona della Città di Piacenza, che riunisce la Casa Protetta Vittorio Emanuele II, gli Ospizi Civili e il Pio Ritiro Santa Chiara. Una soluzione adottata nel 2016, in seguito ad un protocollo tra Prefettura, Comune, Questura e Ausl, con lo scopo di garantire i servizi minimi di vitto e alloggio, controllare la pulizia dei locali, erogare i pasti, fornire i beni (vestiario, prodotti per l’igiene personale e pocket money di 2,50 euro), nonché organizzare un sistema di inclusione sociale con corsi di italiano, lezioni di cittadinanza e sostegni psicologici e sanitari, sotto il coordinamento diretto dell’Ente pubblico.

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La sezione cittadina della Lega Nord Piacenza

Tra i punti centrali del programma elettorale della Lega Nord rientra quello di stracciare l’accordo: «L’ASP “Città di Piacenza” non dovrà più occuparsi di gestire i presunti profughi – dichiara il Carroccio -, che nell’oltre 50% dei casi, stando ai dati del Ministero dell’Interno, non hanno diritto a stare sul suolo nazionale, rivelandosi clandestini. Questa società deve concentrarsi ed occuparsi dei bisogni delle famiglie, degli anziani e dei bambini in difficoltà residenti in città, non fare e alimentare il business sulla pelle di chi sbarca sulle coste».

Non ci sta l’assessore Cugini, fiero del sistema d’accoglienza messo in atto dall’amministrazione, che si distinguerebbe dalla pessima gestione delle strutture private: «Abbiamo creato un’isola felice, con più di cento persone in carico che rispettano determinati obblighi, venendo impiegati anche per lavori di pubblica utilità. La proposta della Lega mi sorprende: significa che si sceglie di fare un favore a quei gestori privati interessati solo ai soldi e non al rispetto delle regole, eliminando il più grande presidio di integrazione ben fatta, dove il riconoscimento della dignità umana è la premessa per l’insegnamento dei doveri. Se le persone non vengono messe all’interno di un contesto educativo, è chiaro ed evidente che finiscano per delinquere. Forse la Lega non si domanda di chi sia il merito se a Piacenza non avvengono fatti criminosi come altrove, perché è inutile lamentarsi di Mafia Capitale e poi voler togliere uno strumento che contrasta situazioni come quelle». Immaginando una futura Giunta di centrodestra, Cugini pensa che «dimostrino un’incapacità amministrativa su questo versante. Non è un attacco politico, ma l’opinione di un amministratore, perché una gestione ben fatta significa sicurezza per la comunità».

Thomas Trenchi

Creatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Collabora con il quotidiano Libertà e realizza alcuni contenuti per le pagine del Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Regista del documentario "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), curatore della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018).