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L'abusivismo in centro storico esaspera ambulanti e negozianti – VIDEO

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Sono ormai immancabili le “tovaglie” stese lungo via XX Settembre, le vetrine dei venditori abusivi, i cosiddetti “vu cumprà”. Oltre ad essere l’indice di un grave fenomeno di sfruttamento, che posiziona quelle persone sulla strada con merce spesso contraffatta o di dubbia provenienza, alimentando una filiera di criminalità organizzata ed evasione fiscale, rappresenta anche una concorrenza sleale dal punto di vista dei commercianti e degli ambulanti regolari, i quali paiono esasperati e rassegnati. «Hanno un loro mercato – commentano alcuni negozianti -, con prodotti di scarsissima qualità e condizioni diverse rispetto le nostre. Si mettono di fronte alle nostre vetrine, arrecando disturbo. Dal momento che è un problema difficile da eliminare, bisogna purtroppo saperci convivere». Altri, che sono costretti a pagare tasse, plateatico e licenze per poter disporre il proprio banco, si lamentano: «Vengono, chiedono i soldi, fanno scappare i clienti. Non sono cattivi, ma disturbano e infastidiscono. I venditori abusivi contribuiscono a deteriorare l’immagine del mercato e del centro storico».

In Italia – secondo una rilevazione di Confesercenti – comporterebbe un giro d’affari sommerso di 21 miliardi di euro all’anno. In che modo si potrebbe contrastare? Ecco le azioni che potrebbe intraprendere la Polizia Municipale: «Si tratta di una situazione complessa – spiega Miriam Palumbo (SULPL) -. Infatti, dopo aver collocato gli articoli negli orari di massima affluenza, quando vedono un agente all’orizzonte, gli abusivi scappano, rischiando di travolgere i passanti. Il maggior deterrente è il sequestro continuo delle merci, in modo prolungato e costante nel tempo, possibilmente in borghese, per avvicinarsi in loro prossimità».

Thomas Trenchi

 

 

Classe 1998, giornalista dell'emittente televisiva Telelibertà e del sito web Liberta.it. Collaboratore del quotidiano Libertà. In passato, ideatore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato anche alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni” e co-creatore di "Eravamo come morti - Testimonianza di Enrico Malacalza, internato nel lager di Stutthof". Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018). Ecco alcuni speciali tv curati per Telelibertà: "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste in occasione della festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019; “I presepi piacentini nel Natale del Covid”; “La vita oltre il Covid” con interviste a due piacentini guariti dall’infezione da Coronavirus dopo dure ed estenuanti settimane di ricovero in ospedale; il reportage “La scuola finlandese” negli istituti di Kauttua ed Eura in Finlandia.