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curiosità

Le grandi personalità morte nel 2016

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4 minuti di lettura

Il 2016 è stato un anno particolare… abbiamo visto andarsene molte delle più grandi ed influenti personalità degli ultimi cinquant’anni; persone che partendo da zero hanno “costruito” qualcosa di grande e, a loro modo, hanno lasciato un segno nel mondo. Si pensi per esempio a David Bowie o Prince, Bud Spencer, Umberto Eco, Fidel Castro, e tanti altri, tutti appartenenti a realtà e mondi diversi, ma tutti con la stessa voglia di cambiare qualcosa.

Come già citato, sono innumerevoli gli ambiti a cui appartengono queste persone; appartengono al mondo della musica, ad un mondo che è capace di suscitare ricordi ed emozioni con una sola canzone, un mondo che è il rifugio di ogni anima, di ogni cuore, di ogni pensiero. Appartengono a questo mondo grandi uomini come David Bowie, Prince, George Michael e Leonard Cohen, uomini che hanno fatto la storia della musica, che hanno conquistato il cuore di milioni di fan, che hanno, con il loro calore e la loro personalità, creato una storia che non potrà mai essere dimenticata e che nessuno potrà cancellare; perchè non c’entra che siano morti, la loro musica c’è ancora così come quello che hanno trasmesso nel corso della loro vita, e questo è l’importante.

Altri invece appartengono al mondo dello spettacolo, e sono persone come Bud Spencer, che in coppia con Terence Hill ha girato una serie di film di fama mondiale, Carrie Fisher che ha incantato i milioni di fan di Star Wars, Alan Rickman, celebre professor Piton nella saga più amata degli ultimi vent’anni, quella del mago Harry Potter scritta da J.K.Rowling, la mitica Debbie Reynolds e la celebre Anna Marchesini, comica e attrice italiana dallo straordinario senso dell’umorismo.

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Umberto Veronesi

Altri ancora sono i cosiddetti uomini di scienza, quelli che si affidano alle cose concrete, appunto scientifiche; si può ricordare, primo fra tutti, Umberto Veronesi, l’oncologo italiano che si è battuto nella ricerca contro il tumore al seno e nella lotta a favore dell’eutanasia. Seppur non condividendo alcune sue scelte, non posso non riconoscere che il contributo che ha dato alla popolazione mondiale è davvero grande, perchè quell’intelligenza che lui ha usato per aiutare le donne sarebbe potuta restare lì, in mezzo al nulla, “non utilizzata”, non spesa a favore del prossimo; invece lui ha scelto di rischiare, ha scelto di utilizzare quello che gli era stato donato, ha scelto di provare a cambiare qualcosa, e ci è riuscito a pieno titolo.

C’è poi il gruppo degli scrittori, dei letterati, dei filosofi che con le loro parole hanno saputo “illuminare” la mente di tante persone. Ricordiamo per esempio Dario Fo, scrittore, drammaturgo, attore, illustratore e sceneggiatore italiano; uno che nella vita si è dato talmente da fare che è riuscito persino a vincere il Nobel per la letteratura, uno che sapeva ridere ma che nelle sue opere metteva serietà, messaggi e riflessioni. A questo punto non si può non citare Umberto Eco, conosciuto soprattutto per il suo celebre romanzo “Il Nome della Rosa”. Egli è stato fonte di grandi riflessioni, di grandi parole che si sono rivelate ispiratrici e sagge per milioni di persone.

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Fidel Castro

Ci sarebbero ancora tante persone importanti da ricordare ma purtroppo non posso elencarle tutte, perciò mi soffermo su un ultimo gruppo, quello dei politici, persone che hanno ogni giorno in mano la vita dei propri cittadini e che cercano di portare a termine i loro obbiettivi; è una cosa che in pochi riescono a far bene, quindi lo considero un compito molto difficile e che richiede molto coraggio. Voglio ricordare Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica e governatore della Banca d’Italia. E’ ricordato come un uomo capace di tenere unito tutto quanto mantenendo un equilibrio e questo, dal mio punto di vista, è molto importante. Per ultimo, ma non meno importante, Fidel Castro, rivoluzionario e primo presidente di Cuba; insieme ai suoi sostenitori ha avuto il coraggio di ribellarsi ad una dittatura, ispirando il pensiero di molti altri: ribellarsi a quello che ci tiene schiavi, prigionieri, qualsiasi cosa sia; non importa cosa succeda dopo averci provato, bisogna buttarci. È ciò che la storia di tutte queste persone, dal cantante al medico, dall’attore al politico, ci insegna: buttati, male che vada ci riprovi, e ci riprovi ancora e ancora, finchè non ci riesci, finchè non lasci la tua impronta; per farlo non bisogna necessariamente diventare famosi, i grandi gesti sono quelli compiuti nella propria piccolezza, i grandi gesti sono quelli che fanno stare bene noi e gli altri senza bisogno di strafare. Concludo con l’augurio che ognuno di noi possa lasciare la propria impronta, quella per cui essere ricordato per sempre.

Matilde Carassai (redattore del giornale del Liceo Gioia “L’Acuto”)

L'Acuto è la testata studentesca del Liceo Gioia di Piacenza, che periodicamente condivide i propri approfondimenti con i lettori di Sportello Quotidiano.

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