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Lorenzo, baby campione di kart: si divide tra scuola e pista

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Premere l’acceleratore. Non solo sul kart, ma anche nella vita. «Mi sono avvicinato a questo sport grazie a mio papà, che la prima volta mi ha portato in pista per provare. Da lì, è scoppiata la passione». Il quattordicenne Lorenzo Ferrari si divide tra il liceo scientifico e le quattro ruote, tra un morbido “caschetto” di capelli biondi e un duro casco in carbonio, per proteggerlo dagli urti e dagli impatti contro il suolo. «Faccio fatica a conciliare il karting con la scuola – ammette – perché, facendo tante assenze, devo impegnarmi di più con lo studio. Lo pratico da tre anni».

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Il karting non va sottovalutato, sia per il pericolo, sia per la rilevanza, spesso infatti precede le carriere da pilota automobilistico. Parecchi dei più grandi nomi di Formula 1 degli ultimi anni, come Michael Schumacher, Ayrton Senna, Alain Prost, Fernando Alonso, Kimi Räikkönen, Lewis Hamilton, Giancarlo Fisichella, Jenson Button, sono stati kartisti importanti, e utilizzano ancora i go-kart per mantenersi in forma. Anche Lorenzo vuole seguire questa strada: «Non penso di fare del karting una professione, perché in un futuro potrebbero aspettarmi le monoposto», cioè i mezzi con l’abitacolo destinato ad ospitare esclusivamente il pilota, per competizioni su circuito chiuso.

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Lorenzo, fin da subito, ha mostrato il suo talento, gareggiando a livello mondiale: «Partecipo a gare internazionali. Tuttavia, avendo iniziato questa disciplina in tarda età e cambiando categoria ogni anno, non sono riuscito ad ottenere risultati eccezionali. Ho vinto dei trofei nei “campionati nord”». Il kart è un piccolo veicolo a quattro ruote, il cui telaio è realizzato in tubolare d’acciaio, privo di sospensioni. Letteralmente, in italiano, significa “carretto”. Aiuta a sviluppare l’intelligenza, i riflessi, a gestire le emozioni. È uno sport a tutti gli effetti, che sollecita gli addominali, le spalle, le braccia, le mani e i dorsali. Infatti, Lorenzo spiega che «l’allenamento maggiore è in palestra, non tanto in pista».

Thomas Trenchi

Classe 1998, è giornalista pubblicista. Collabora con il quotidiano Libertà e l'emittente televisiva Telelibertà. Ideatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), responsabile della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018). Per Telelibertà, ha curato lo speciale "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste realizzate durante la festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019.

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