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politica

La sintesi di Massimo Trespidi: esperienza politica e parole grilline

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Corde vocali grilline e maglione istituzionale. È la sintesi di Massimo Trespidi, ex presidente della Provincia e docente di filosofia, che pochi giorni fa ha ufficializzato la nascita della sua lista civica, “Massimo Trespidi Sindaco”, con la quale s’appresta ad affrontare le elezioni comunali di Piacenza. Trespidi ha intrapreso una campagna elettorale curata nei minimi dettagli, a partire dall’evento iniziale del “Trespritz”, un aperitivo che ha attirato più di duecento cittadini in piazza Cavalli, fino all’ultimo comizio (nel quale ha annunciato la candidatura) accompagnato dalla musica del cantautore Daniele Ronda. La città è già stata riempita da affissioni e manifesti, il punto informativo è stato aperto sul Corso. Questa importante manovra comunicativa, affidata all’agenzia “Brandsurf”, avrebbe comportato un investimento massiccio. Le parole utilizzate da Trespidi per rivolgersi ai sostenitori, per certi versi, sembrano ricalcare lo “stile 5 Stelle” del nuovo contro il vecchio.

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Il potere al popolo. È un cavallo di battaglia dei vertici grillini, che non solo ne hanno fatto uno slogan, ma soprattutto un sistema per governare il Movimento, il così detto software Rousseau, un’area del sito dedicata al voto online degli iscritti (comunque assoggettata al volere del garante Beppe Grillo). Trespidi, dalla sua, durante il “Trespritz” ha distribuito delle cartoline ai presenti perché potessero chiarire le priorità per Piacenza ed esprimere un parere sulla sua discesa in campo: «Nessuno da solo può cambiare il corso delle cose. Voi siete i protagonisti, avete nelle mani il destino di questa città».

La libertà dai poteri forti. Quei poteri forti che i grillini attaccano periodicamente, facendone la bandiera della rovina del Paese. «Il mio unico potere forte è il popolo», ha gridato Trespidi, «la lista civica “Massimo Trespidi Sindaco” è composta da liberi cittadini provenienti dal mondo del lavoro e delle associazioni, che mettono al servizio della nostra città passione e voglia di cambiamento».

Il distacco dai partiti. Trespidi è andato dritto al punto: «Risolvere i problemi di una città non è né di destra né di sinistra, i conflitti d’interesse all’interno dei partiti sono un freno allo sviluppo», scoccando una frecciatina alle segreterie, che i 5 stelle vorrebbero abolire. Non è stato il solo richiamo alla partecipazione diretta: «Basta scelte dall’alto a beneficio di pochi, serve un grande stimolo alla partecipazione dell’intera città all’insegna della trasparenza». I partiti di centrodestra, che hanno preferito appoggiare l’avvocato Patrizia Barbieri, non l’hanno digerita: «Si prende gioco dei cittadini fingendo di chiedere il coinvolgimento e il responso della gente in piazza, mentre già da mesi ha deciso da solo il da farsi, come attestano le date delle prenotazioni degli spazi per l’affissione dei manifesti», hanno replicato i coordinatori di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Nel frattempo, ha preso forma la rosa di nomi che lo sosterrà: il consigliere comunale Marco Colosimo, lo scrittore Nereo Trabacchi, alcuni fuoriusciti dalla Lega Nord (Spina, Forlini, Zanelletti, Bellemo), il preside dell’Isii Marconi Mauro Monti, l’avvocato ed ex assessore Daniele Gardi, l’imprenditore Antonio Garofalo, Lorenzo Schiavi, Andrea Sartori e Antonio Silva, fondatore del Piacenza Wildlife Rescue Center, da tempo legato al Direttore del Demanio Roberto Reggi.

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Pur essendosi schiarito le corde vocali con una buona dose d’acqua grillina, Trespidi ha una lunga esperienza istituzionale alle spalle e una scarsa verginità politica. Ha militato in Comunione e Liberazione, è stato vicesindaco di Castel San Giovanni per la Democrazia Cristiana, vice segretario provinciale della Dc, membro del Partito Popolare Italiano, poi è diventato segretario locale dei Cristiani Democratici Uniti e nel 1998 è passato in Forza Italia, dove nel 2007 è diventato coordinatore provinciale. È già stato, inoltre, a Palazzo mercanti: dal 1998 al 2002, come assessore alla cultura e vicesindaco di Piacenza. Nel 2009 è stato eletto presidente della Provincia, vincendo al primo turno.

Oggi, dopo il burrascoso divorzio con il centrodestra, corre per la carica di sindaco con una lista civica trasversale: molti addetti ai lavori, infatti, riconoscono in lui un uomo di polso, capace e lungimirante, che ha gestito ottimamente l’Ente provinciale, perciò una pedina pesante in vista del ballottaggio del 25 giugno. Il suo passato, intanto, da una parte potrebbe avvalorarne la personalità, sottolineando la conoscenza della macchina amministrativa che porta nel bagaglio. Dall’altra, invece, potrebbe creargli un problema di credibilità di fronte all’ostentata «libertà dai partiti».

Thomas Trenchi

Creatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Collabora con il quotidiano Libertà e realizza alcuni contenuti per le pagine del Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Regista del documentario "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), curatore della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018).