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Officina Piacenza – Sicurezza urbana, il dibattito tra Trespidi e Rizzi

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3 minuti di lettura

Il Questore di Piacenza Arena ha dichiarato che dall’inizio dell’anno i reati sono in calo. Eppure, nel clima della campagna elettorale, i candidati a sindaco hanno posto la sicurezza tra i primissimi punti, tra le necessità principali dei piacentini. È davvero così? Paolo Rizzi, portacolori del centrosinistra, e Massimo Trespidi, sostenuto da due liste civiche, hanno esposto il loro concetto di sicurezza ad Officina Piacenza (la trasmissione online di Sportello Quotidiano).

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Paolo Rizzi, candidato a sindaco del centrosinistra (foto Caviglioni)

«Da una parte è fondamentale il controllo del territorio, con la polizia nei giardini e la video-sorveglianza, finalizzato a ridurre i reati, come già sta avvenendo a Piacenza; dall’altra, occorre la partecipazione, la relazione e la reciprocità nella vita urbana, per rendere i quartieri più vivibili», ha spiegato Rizzi, che un mese fa ha esordito con una passeggiata in via Roma, lanciando il motto “Piacenza Si-cura”, voce del verbo “curarsi”. La sicurezza è una tematica cara a Paolo Rizzi: prima del confronto, ha ricordato che, qualche anno fa, insieme ai colleghi universitari, aveva pubblicato una ricerca in inglese  «sull’esperienza positiva dell’Agenzia Quartiere Roma: rilanciare l’area attraverso il commercio, l’integrazione sociale, l’arte e la cultura».

«Intendo la sicurezza, anzitutto, come un controllo “h24” delle strade, con la presenza coordinata delle Forze dell’Ordine e dell’esercito. Al Genio Pontieri, infatti, si trovano settecento militari: pensiamo di stipulare un accordo con loro, per coinvolgerli in attività contro la delinquenza e la microcriminalità», ha dichiarato Trespidi, fiducioso di riuscire a trovare un’intesa con il Ministero della Difesa per utilizzare le forze armate in città, anche se in passato questa richiesta venne negata al sindaco uscente Paolo Dosi. Rizzi si è detto contrario all’utilizzo dei soldati: «Non mi piace pensare alle nostre vie militarizzate. I responsabili di Polizia e Carabinieri dicono che Piacenza è un’isola felice. Il problema, al contrario, è la percezione della sicurezza. Bisogna investire sulle telecamere collegate al sistema, che leggono le targhe e individuano le automobili rubate».

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Massimo Trespidi, sostenuto da due liste civiche (foto Caviglioni)

C’è un legame tra immigrazione e sicurezza? «Credo di sì. La prefettura, quando distribuisce i richiedenti asilo, deve avere più cognizione. La delinquenza nasce e si alimenta quando mancano lavoro e integrazione», ha risposto Trespidi. È d’accordo Rizzi: «Condivido. In città sono presenti 18mila stranieri, cioè un pezzo importante della nostra economia. Effettivamente, nella componente straniera la delinquenza è leggermente maggiore. Si deve, perciò, lavorare sulla coesione. Anche i richiedenti asilo possono rivelarsi un problema: solo tre su dieci accettano di fare dei lavori socialmente utili, gli altri spesso non fanno nulla e finiscono per commettere dei reati».

La Polizia Locale rimane lo strumento diretto in mano ai sindaci: «Si deve aumentare l’organico dei vigili urbani – ha proseguito Trespidi -, impiegandoli nelle aree critiche dove la sicurezza è percepita in modo negativo, come in stazione, nei Giardini Margherita o nel parcheggio di via dei Pisoni, complice lo scarso decoro e lo stato d’abbandono. Vogliamo, inoltre, utilizzare i poliziotti in borghese sulle motociclette e i vigili urbani in bicicletta nei parchi». Rizzi ha ricordato che, comunque, sono in arrivo tredici nuovi agenti: «Piacenza è una delle città con la più alta spesa pubblica in Polizia Locale, pertanto l’impegno del Comune è evidentemente importante». Nel frattempo, il nuovo comandante della Polizia Locale di Piacenza, Romualdo Vergante, sta conducendo l’Operazione Scorpione, i cui risultati nell’arco di 60 giorni sono tangibili: 3.300 documenti e 1.444 veicoli controllati,  156 interventi , 180 pattuglie in divisa, 22 notizie di reato penale, 5 sequestri e 2 arresti.

Thomas Trenchi

1 Commento
  • gioforlini

    Mi ha impressionato la frase di Rizzi: siccome il Sig. Carli aiuta i bambini (quelli che non sempre vanno a scuola) non gli rubano la bici; quindi se io aiuto un anziano in una via che non sia via Roma, sono autorizzati a rubarmela???
    Allora se io non potessi fare il barelliere di una autoambulanza, mi negherebbero l’accesso al Pronto Soccorso?
    Solo se bonariamente assisto, posso essere dispensato da essere soggetto di reati nella zona?
    Cosa è: “protezione”?
    Si: in via Roma è meglio essere protetti… ISTITUZIONALMENTE.
    Ora si autorizza la “protezione”.
    INTERESSANTE!!