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cultura

Chi è Maddalena Conni, la cantante fiorenzuolana lontana dalla “musica demmerda”

Michele Monina è un famoso critico musicale. Maddalena Conni è una giovane cantautrice di Fiorenzuola D’Arda. Cosa li accomuna?

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Michele Monina è un famoso critico musicale – feroce e ironico, odiato e amato – che riempie le pagine del Fatto quotidiano e le frequenze di RTL 102.5. Maddalena Conni è una giovane cantautrice di Fiorenzuola D’Arda, che ha uno stile tutto suo, «indescrivibile perfino per me – ammette -, a tratti accattivante, segnato dal suono della chitarra acustica». Oltre alla passione per la musica, cos’hanno in comune i due? Il Festivalino dell’Anatomia femminile: una rassegna virtuale dedicata alla musica al femminile, lanciata proprio da Monina sul suo profilo Facebook.

«Nell’estate del ritorno dei tormentoni, da Pamplona all’Esercito dei selfie, passando per Riccione o Volare. Nell’estate della musica demmerda, certificata anche dal nuovo singolo di Salmo, che ne fa perfetta e feroce parodia, io decido di farmi da parte. Niente strali, niente polemiche, niente stroncature feroci. No, stavolta è davvero il momento di lasciare che il brutto venga sconfitto dal bello sul campo». Così Michele Monina ha presentato il Festivalino di Anatomia Femminile, un evento estemporaneo fissato ogni giorno all’ora dell’aperitivo, verso le 18 e 30, dal lunedì al venerdì, con video musicali selezionati in fase di scrematura e caricati sui social network.

Maddalena Conni, che a breve presenterà il suo ultimo album registrato presso l’Elfo Studio, ha inviato una canzone a Monina, incuriosita dall’opportunità di salire sul palcoscenico di uno dei critici più controversi e influenti nel panorama italiano. «Monina è una voce fuori dal coro. Bastona chi non gli piace, senza mezzi termini. Gli ho inviato la mia canzone intitolata “Guai”. Mi ha risposto “Bello, mi piace”. È stato fantastico», spiega entusiasta la Conni, il cui video è stato pubblicato lo scorso 19 settembre e ha già superato le 7mila visualizzazioni, collezionando un ottimo risultato. Il testo di “Guai” parla di una ragazza comune, che è stanca di sopportare le ramanzine ad ogni minimo eccesso o i consigli non richiesti. (Ed ora se ti va/ti spiego il perché/a volte sento l’esigenza di esagerare fino a stare male/Di certo non saró/Regina di bon ton…/Che c’e’ di male se/per una volta/mi divertiró senza di te!/Ma dimmelo/un po tu come si fa/a non sbagliare mai).

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Un’esibizione di Maddalena Conni

Polistrumentista autodidatta, Maddalena Conni è un talento che scalcia per uscire dal contesto locale: «È complicato per un artista allargare i propri orizzonti al di là dei confini provinciali. Per crearsi un pubblico, bisogna cercare di fare affidamento soprattutto a internet, affidandosi a questa nuova rete di utenti, appassionati e fan e cercando di muoversi su circuiti specifici».

“Prova del disc01” è stato il suo primo esperimento in inglese, registrato a casa, con riferimenti pop, grunge e blues. Successivamente ha iniziato la stesura dei primi pezzi in italiano, attratta soprattutto dagli anni ’70, «i più prolifici e i più liberi per scrivere». “Sto sempre in casa come Mina” è stato il primo disco in italiano, con un titolo ironico per rendere omaggio alla grande artista italiana. Dall’incontro con Davide Maggioni di Rusty Record ha trovato la luce il singolo “Cenere” ed è nata in lei la voglia di provare a scrivere e arrangiare autonomamente i brani. I concerti dal vivo non si sono fermati: prima in trio, poi in un’inedita versione one girl band, dove Maddalena Conni si è messa alla prova con chitarra, piano, cajon e loopstation.

Non ha modelli di riferimento, apprezza Carmen Consoli e Regina Spektor, «perché hanno creato una loro narrazione, si sono affermate con un timbro esclusivo». Un nuovo ed elettrizzante progetto è alle porte: «Sono stata contattata dal giornalista e scrittore Pino Casamassima – vincitore del Premio Minturno 2008 – per musicare i suoi monologhi in prosa riguardanti l’Iliade».

Thomas Trenchi

Sono nato il 6 maggio 1998. Abito alla Besurica e cerco di rendermi utile alla vita del quartiere. Ho contribuito alla fondazione di Gioia Web Radio, la prima radio liceale a Piacenza, conducendo anche una rubrica d’attualità. Ho ideato, montato e pubblicato il documentario “Avevamo Paura – Memorie di guerra di Bruna Bongiorni” per guardare dal punto di vista femminile la seconda guerra mondiale. Amo scrivere e raccontare le storie vere: di vita, di sofferenza e di gioia. Senza retorica, sia ben chiaro! Ho creato Sportello Quotidiano, con l’intenzione di ritagliare uno spazio d’approfondimento nella narrazione delle notizie piacentine. Adesso, per fortuna, ci sono tante altre persone che mi danno una mano: vedere la crescita (seppur difficile) del progetto è un’enorme soddisfazione!