Seguici su

↓ Gioia Web Radio - La voce degli studenti ↓

Ascolta "#OfficinaPiacenza: ballottagio. Intervengono Patrizia Barbieri e Paolo Rizzi" su Spreaker.

curiosità

Multe ai giovani calciatori intransigenti. Ma serve davvero a educare?

Pubblicato il

2 minuti di lettura

Rigore e rispetto, oppure si paga. Una società calcistica piacentina ha deciso di introdurre un listino di multe per chi non s’attiene a determinate regole. Nella stagione 2017/2018, gli allievi e gli juniores regionali dovranno fare attenzione alle “Regole del salvadanaio” diramate dall’allenatore di questa compagine: sanzione di 3 euro per un ritardo senza preavviso, 5 euro per assenza senza preavviso, 3 euro in caso d’inizio dell’allenamento calciando il pallone senza riscaldamento, 3 euro per l’utilizzo non concordato di abbigliamento non societario, 5 euro quando si riceve durante la partita un’ammonizione per protesta, reazione o bestemmia, 10 euro se l’arbitro estrae il cartellino rosso. Infine, i giocatori che fumano negli spogliatoi devono pagare 5 euro. “Tutte le regole precedenti”, si legge nel documento distribuito ai ragazzi, “sono applicate anche al settore dirigenziale e tecnico con maggiorazione del 100%”.

Ma fino a che punto la sanzione ha valore educativo?

«La sanzione non permette di imparare, anzi: disinveste sull’autonomia dell’individuo», chiarisce Paolo Ragusa, responsabile della formazione e counselor del CPP, istituto specializzato nella gestione dei conflitti e nei processi di cambiamento. «In questa fase adolescenziale è preferibile un aspetto negoziale – prosegue Ragusa -, altrimenti i ragazzi non impareranno ad assumersi le proprie responsabilità, pensando che un errore sia risolvibile pagando qualche spicciolo».

Per Daniele Novara punire non serve a nulla…

Anche il pedagogista piacentino Daniele Novara nel suo libro “Punire non serve a nulla” affronta la questione, facilmente traducibile nel contesto sportivo, che rappresenta un’opportunità di aggregazione, condivisione e sviluppo della capacità di fare gruppo. «Punire non ha nulla a che fare con l’educazione. Le punizioni sono elementi estranei ai processi educativi: che siano fisiche, simboliche, dimostrative o quant’altro, non hanno alcuna chance di favorire davvero la crescita, la responsabilizzazione o l’autonomia. […] È meglio cercare di educare bene che trovare la punizione perfetta. […] Anche a scuola le punizioni sopperiscono a una valida organizzazione – scrive Daniele Novara -. Certamente dipende da insegnante a insegnante, dalla tipologia di scuola stessa, ma l’Italia su questo fronte si muove a passo molto lento. […] La convinzione che l’alunno possa capire e apprendere le regole solo espiando con castighi e sgridate è ancora ben radicata e crea continui cortocircuiti dal punto di vista organizzativo».

Thomas Trenchi

Classe 1998, è giornalista pubblicista. Collabora con il quotidiano Libertà e l'emittente televisiva Telelibertà. Ideatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), responsabile della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018). Per Telelibertà, ha curato lo speciale "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste realizzate durante la festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019.