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Lo scrittore Paolo Colagrande insegnerà il piacentino ai cinesi

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I titoli sono delle esche. Servono solo a indurre alla lettura, sempre più difficile, di articoli che on line o sui giornali, ormai e purtroppo, non legge più nessuno. Ma sempre più spesso accade che le persone, ormai e purtroppo, leggano solo il titolo. Quello sì. Perché una opinione ci vuole per scrivere un commento social prima degli altri. Informato o meno, non è quello che conta.

Se prima questa circostanza mi infastidiva, visto che ci vuole un minimo di impegno anche nella scrittura di un articolo, non solo per sfornare il pane o aggiustare una caldaia, ora come ora mi spinge alla provocazione. Vediamo un po’ se, anche questa volta, leggerete solo il titolo o arriverete alla fine. Mi sarà testimone Paolo Colagrande, in base a quante richieste avrà da parte di cinesi che gli chiederanno di insegnargli il nostro dialetto. O addirittura viceversa.

A parte gli scherzi, lo scrittore piacentino e autore sopraffino, sarà l’unico rappresentante italiano a un importante festival letterario che celebrerà la letteratura europea e cinese dal 21 al 24 novembre a Beijing. In pratica la comitiva sarà composta da un autore per ogni stato, coordinata dalla delegazione dell’Unione europea in Cina. Il festival dà il via a una serie di eventi letterari chiamati #ExperienceEurope, che si terranno nei prossimi due anni con l’intento di far conoscere la cultura europea a un pubblico cinese. Che non è vasto, ma vastissimo e non solo affamato di calcio.

In questo modo gli autori europei si confronteranno con i colleghi cinesi, già affermati o emergenti, ma avranno a disposizione anche un grande palcoscenico di questo “nuovo mondo” tutto da scoprire o nel quale far conoscere le proprie opere.

Fra gli scrittori più noti, Isabelle Wery, belga e autrice di Marilyn désossée e vincitrice del Premio dell’Unione europea per la letteratura, oppure A Yi, considerato l’enfant prodige della letteratura cinese, vincitore del prestigioso riconoscimento “Top Twenty Literary Giants of the Future” (tutti gli altri li trovate al link: International Literary Festival) e naturalmente il nostro Paolo Colagrande, autore di “Fideg” con il quale ha vinto il Premio Campiello opera prima nel 2007,  “Senti le rane” che si è aggiudicato il Premio selezione Campiello nel 2015 e di tanti altri libri o racconti.

Come mai proprio lui dall’Italia? «Non saprei, per ora non me lo domando e colgo l’opportunità di fare un viaggio in Cina. Quando mi ricapita?», ha scherzato davanti a un caffè mentre ci comunicava la notizia, non senza stupore. Una parte della risposta, sicuramente, si può trovare nel lavoro in cui è impegnato e di prossima pubblicazione. E cioè una antologia che vedrà presto la luce (tra marzo e aprile) per l’editore cinese People’s Literature Publishing House, con otto autori italiani e otto cinesi. La curatrice italiana è Patrizia Liberati, traduttrice di tutte le opere di Mo Jan (Nobel per la letteratura nel 2012).

Gianmarco Aimi

Muove i primi passi alla Cronaca e dopo un anno passa alla Libertà. Nel frattempo entra nella redazione di Radio Sound. Da sei anni collabora con il Fatto Quotidiano e attualmente dirige le riviste Soccer Illustrate e Sport Tribune, oltre a essere tra i contributors di Riders magazine.

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