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Torre Sindaco si scatena a Milano e annuncia: «Ecco il mio libro»

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La folle corsa di Stefano Torre a premier ha preso il via sui binari della metropolitana milanese. L’uomo con la tuba sabato scorso ha riunito una delegazione composta da una decina di sostenitori, amici e parenti, salpando verso il capoluogo lombardo, dove ha organizzato un flash mob nelle vie del centro storico. «Voglio realizzare un vulcano nella metropoli lombarda, con l’obiettivo di renderla simile a Napoli. Trasformare la provincia di Lodi in un lago salato per dotare Milano di un piccolo mare, aumentando così la similitudine con Napoli. Spostare il Gran Premio di Formula Uno sulle strade di Milano, con un tratto a doppio senso nei quali i bolidi potranno scontrarsi frontalmente. Rimettere in circolazione il velociraptor della Val Camonica. Maledire la mostarda e far nevicare in agosto per legge. Dare le tette grosse in regalo alle diciottenni. Mandare in orbita la Libia per avere una seconda luna», ha ribadito Torre nel suo programma satirico che mira a diffondere su tutta la Penisola, dopo aver ottenuto il 4,28% dei consensi alle elezioni comunali di Piacenza.

A San Donato milanese il gruppo di Torre Sindaco – anzi, di Torre Presidente, visto il radar puntato su Palazzo Chigi – è salito sulla metropolitana e ha cominciato a distribuire i suoi volantini ai viaggiatori. Immediate le risate, gli occhi fuori dalle orbite e gli sguardi misti tra sorpresa e follia.

È stata anche l’occasione per annunciare l’uscita del libro #TorreSindaco – Storia dell’uomo che voleva portare un vulcano a Piacenza (CLICCA QUI per acquistarlo). Duecento pagine in cui il giornalista Marcello Pollastri racconta il lato personale dell’ex candidato a sindaco, mentre Thomas Trenchi e Enzo Latronico – in un’apposita sezione del volume – approfondiscono i meccanismi della campagna elettorale piacentina e il messaggio comunicativo nascosto sotto la tuba. All’interno dell’opera, con prefazioni di Andrea Scanzi e Giorgio A. Lambri, sono presenti le opinioni degli altri ex candidati e del sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri.

A mezzogiorno Torre è arrivato in Piazza Duomo, dove è stato accolto da alcuni fan provenienti da Asti, Bologna e Milano. «Torre è come il superuomo di Nietzsche, il superuomo che D’Annunzio avrebbe voluto essere. È la risposta di cui l’Italia ha bisogno», ha provato a motivare l’albese Paolo Pera, uno dei sostenitori arrivati in giornata a Milano per camminare a fianco dell’eclettico personaggio Torre Presidente.

Accanto a un testimonial travestito da astronauta che promuoveva la mostra della NASA in città, Torre ha annunciato la volontà di «costruire uno spazioporto per entrare in contatto con gli extraterrestri». Sotto l’albero di natale in Galleria Vittorio Emanuele II, ha condannato il costume classico di Babbo Natale: «Si vestirà di verde, stop al colore rosso!», giurando di abolire anche Halloween e il Black Friday. Al di là della mera provocazione, risulta evidente il messaggio contro la globalizzazione sfrenata nascosto sotto la tuba.

Di fronte alla vetrina di Borsalino si è indignato per la mancanza di tube in vetrina. Ma una delle commesse si è sbracciata dal bancone e ha mostrato prontamente una tuba sulla porta del negozio. Sono stati numerosi i comizi volanti con cui Torre ha intrattenuto i passanti.

Davanti al Teatro alla Scala sono intervenuti i vigili urbani per togliergli la parola mentre stava insistendo sulla prevista abolizione del corpo della Polizia locale. Gli agenti gli hanno fatto notare di non disporre di un regolare permesso per svolgere una manifestazione in pianta stabile.

Nel cortile della Pinacoteca di Brera, Torre ha impugnato il megafono per scagliarsi contro «l’egemonia francese», proprio sotto la statua di Napoleone Bonaparte. «Dichiareremo guerra alla Francia con l’intento di andare a riconquistare la Gioconda, oltre che alcune zolle di territorio francese che appartengono per diritto all’Italia: la Savoia, Nizza e la Corsica. La guerra sarà resa possibile grazie agli armamenti forniti dal mio amico Vladimir Putin, desideroso di veder cambiare le sorti di un grande paese in declino come l’Italia. Con il saccheggio della Francia saranno finanziate le mirabolanti opere pubbliche che voglio mettere in campo: il ponte tra Cagliari e Palermo, l’asfaltatura del Canal Grande di Venezia e il ponte pedonale tra Lampedusa e Tripoli».

La passeggiata di Stefano Torre e dei suoi fan si è conclusa nella sede del Corriere Della Sera in via Solferino, dove è stata consegnata a un giornalista la lista dei punti del programma elettorale.

I prossimi appuntamenti fuori dai confini locali dimostreranno se l’uomo bionico ha ancora la forza mediatica per riconfermare la propria viralità su tutto il territorio italiano, dopo l’esito incoraggiante riscosso nelle elezioni amministrative di Piacenza lo scorso giugno e le numerose citazioni collezionate sulle testate nazionali.

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Classe 1998, giornalista pubblicista. Redattore praticante dell'emittente televisiva Telelibertà e del sito web Liberta.it. Collaboratore del quotidiano Libertà. Ideatore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), responsabile della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018). Per Telelibertà, ha curato lo speciale "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste realizzate durante la festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019.