Seguici su

curiosità

Alla ricerca di un regalo nei sexy shop piacentini: «Le donne spendono di più»

Pubblicato il

Sono giorni frenetici, quelli che precedono il Natale, alla ricerca dell’idea regalo che ci permetta di contenere le spese e risultare originali. A Piacenza i negozi non mancano, così come i consigli che si affollano su siti e social. Ci sono realtà, però, che vengono quasi sempre dimenticate e invece risultano fra le più gradite da un pubblico molto vasto. Parliamo dei Sexy Shop, che in città sono due – in provincia se ne contano un altro paio – e nei giorni festivi vengono presi d’assalto, pur facendo attenzione alla discrezione.

Visto che non solo esistono da anni e vendono prodotti legalmente – sono iscritti a Unione commercianti -, abbiamo provato a farci un giro per scoprire cosa i piacentini più focosi hanno deciso di mettere sotto l’albero. Ne è emerso uno spaccato inconsueto. Sia perché, nonostante viviamo nell’epoca del web, ancora in tanti preferiscono affidarsi ai consigli e alla riservatezza che questi luoghi garantiscono, sia per capire come il settore, in continua evoluzione, possa risultare specchio dei nostri tempi.

La prima tappa è al Crazy Horse di via Padre Dionigi Carli, dove la titolare ci tiene subito a chiarire: «La crisi si è sentita, come tutti. Ma, se mi permetti la battuta, in questi ultimi mesi posso dire che mentre il resto va male ancora si tromba». Rassicurante.

Poi inizia a spiegarci quali sono i prodotti più venduti. Anche se appare evidente che il prodotto principe è sempre uno solo: il vibratore. «Sì, ne vendiamo tantissimi. In particolare quelli di ultima generazione. Sono vibratori in silicone ma ricaricabili. Si attaccano alla corrente come il cellulare, funzionano per ore e ne esistono vari modelli, per ogni prezzo. A seguire tutta una serie di articoli fra grandi classici e nuovi arrivi».

Di cosa stiamo parlando? La lista è lunga: dalle palline vaginali ai plug anali, dalla pallottola collegata ad una App del cellulare agli strap on e ancora le Gag Ball (giocattolo per coppie) con lucchetto e chiave, il vibromassaggiatore che può arrivare fino a 6mila rotazioni al minuto con una lunghezza di 26 centimetri, oppure le bambole gonfiabili prodotte clonando personaggi famosi, senza dimenticare il gel aromatizzato, spesso usato per rendere più saporiti i rapporti orali o per i massaggi e poi lo sculacciatore, che è meno diffuso ma sembra godere di una clientela affezionata, la vagina artificiale, che molti comprano anche per fare uno scherzo a un amico (oppure per piacere personale) e non potevano mancare i profilattici per vegani.

«L’abbigliamento intimo – continua la titolare del Crazy Horse – è un altro settore importante. Dal capo più raffinato a quello più trasgressivo. Quest’anno possiamo dire che il rosso è stato accantonato e si è tornati al colore nero. Sono ricercati i completi, con reggicalze, perizoma, reggiseno». Ma sono più gli uomini o le donne ad acquistare, chiediamo: «Per i regali di intimo sono più gli uomini, mentre l’oggettistica più delle donne». I film e video, invece? «C’è ancora mercato. Un po’ perché spesso il computer in casa è in condivisione con i figli, un po’ perché non si fidano di virus o di pagare on line».

Visto che ormai ci siamo fatti una cultura, quando ci presentiamo all’Erotika di via XXIV Maggio niente può stupirci. E così con il titolare parliamo dei prodotti più venduti, ma anche di un settore che ha conosciuto trasformazioni profonde e, nonostante le apparenze, non se la passa poi così bene.

«Abbiamo perso il 50% rispetto agli anni d’oro» ammette. La causa? Sicuramente internet, ma non solo. «Io vendo anche on line, ma certi colossi come Amazon fanno gli stessi prezzi del nostro distributore, non ci può essere concorrenza. Come con i film, facciamo una grande fatica per trovare cose particolari e ricercate per poi portare a casa poco o nulla».

Lui, oltre alle analisi di mercato, sembra molto preparato anche sui profili dei suoi clienti: «Le donne spendono tutto l’anno, mentre l’uomo fa i regali nelle feste. Comunque in generale sono sempre le donne che spendono nettamente di più. C’è molta emancipazione, anche se le donne in realtà si sono sempre masturbate. Ma oggi non si vergognano di ammetterlo. Vengono armate di cellulare, senza farsi problemi, sanno cosa vogliono e non ha problemi a chiederlo. L’uomo spende poco e al bisogno. E lo fa sempre in funzione della donna». I maschietti, poi, rispetto al passato sembrano meno settoriali: «Infatti i toys che vanno di più sono quelli unisex. Come i vibratori. Per quello si vendono molto. Li possono usare in coppia, oppure da soli. Ormai l’uomo non ha più paletti e spesso utilizza gli stessi giocattoli della donna». E prima di salutarci fa una considerazione che non lascia ben sperare per il 2018: «La crisi l’abbiamo sentita, un po’ meno perché siamo un settore di nicchia. Ma se si lamentano le prostitute che non c’è più lavoro, figuratevi. E loro sono un bel termometro della nostra società».

Gianmarco Aimi

Muove i primi passi alla Cronaca e dopo un anno passa alla Libertà. Nel frattempo entra nella redazione di Radio Sound. Da sei anni collabora con il Fatto Quotidiano e attualmente dirige le riviste Soccer Illustrate e Sport Tribune, oltre a essere tra i contributors di Riders magazine.

Clicca per commentare

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.