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Malcontento tra i banchi del mercato: gli studenti intervistano i passanti

Sul mercato emergono delle tensioni più o meno evidenti nel rapporto con gli stranieri, una città ancora alle prese con difficoltà economiche e un malcontento serpeggiante. Gli studenti del liceo Gioia hanno intervistato ambulanti e passanti.

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“Raccontare la realtà. Il giornalismo come pratica quotidiana”. Questo il titolo del laboratorio realizzato dalle insegnanti Annalisa Trabacchi e Michela Vignola nell’ambito della settimana della Flessibilità appena conclusa al liceo Gioia. Una intera settimana dedicata ad attività di recupero e approfondimento. Obiettivo del corso: mettere i ragazzi a contatto con la vera pratica giornalistica, con tanto di interviste sul campo. Armati di penne e taccuini, come autentici professionisti old style, hanno invaso i banchi del mercato settimanale. L’idea era quella di raccontare il rapporto dei piacentini con questo momento di shopping e aggregazione, indagando nel contempo le abitudini di acquisto, il rapporto con le vendite online e l’idea di città che poteva emergere da quella che da sempre è considerata una delle abitudini più praticate all’ombra del Gotico e della nostra Cattedrale. In parte tutto questo è stato ritrovato, tra il vociare delle persone in strada e i caffè pullulanti di clienti. E’ emerso però anche qualcosa di più: una città ancora alle prese con difficoltà economiche, malcontento serpeggiante e tensioni più o meno evidenti nel rapporto con gli stranieri. Rientrati in aula, gli studenti – tutti dai 14 ai 18 anni – hanno sottolineato l’elevato numero di sfoghi raccolti. Ecco un breve stralcio delle interviste realizzate e degli articoli redatti dagli studenti, con l’acume, la sincerità e la talvolta disarmante ingenuità che caratterizza gli adolescenti.

Il mercato: vari punti di vista

Passeggiando fra i banchi del mercato si può osservare l’assenza quasi totale di giovani, sostituita da persone perlopiù anziane. Come spiegano molti degli intervistati, al giorno d’oggi il mercato è “superato” in quanto rimpiazzato dagli acquisti online, centri commerciali e negozi, che, diversamente da quanto succedeva anni fa, offrono novità e prezzi più convenienti. I negozianti più assidui rimpiangono il vecchio mercato piacentino, che anche solo venti anni fa era più aperto alle novità e attirava una porzione più ampia di popolazione. Inoltre secondo alcuni la qualità della merce è peggiorata, forse a causa della dubbia provenienza di alcuni prodotti, venduti a prezzi troppo bassi. “Non è possibile che una dozzina di calze possa costare solo 2,99 euro – spiega un venditore di calze – questo mi fa pensare che la qualità non si eccellente”.  Altro monito che si sente sul mercato sono le lamentele frequenti da parte dei cittadini sulla disposizione dei banchi. Infatti un vasto numero di intervistati afferma che il mercato è caotico e soffocante e spesso può risultare complicato riuscire a scegliere i capi con tranquillità; a tale proposito in molti preferirebbero che il mercato venisse trasferito dal centro a Viale Pubblico Passeggio in quanto potrebbe attirare più giovani e offrire la possibilità di passeggiare osservando ogni bancarella. “Si verificano frequentemente furti e casi di banchi abusivi” testimonia la polizia, aggiungendo che molte donne che non prestano attenzione alle proprie borse sono vittime dei borseggiatori; inoltre si verificano sempre più spesso casi di extracomunitari privi di licenza. Si ritiene infatti che sul mercato queste problematiche possano aver influenzato negativamente l’affluenza delle persone. In conclusione il mercato ha subito in poco tempo sostanziali mutamenti, perlopiù negativi, che spaziano dalla pessima qualità alla presenza di extracomunitari, inoltre la scarsa popolarità del mercato ha provocato una brusca battuta d’arresto alla fiorente economia di un tempo. Cecilia, Isabella, Valentina 

Il mercato cambia, ma la gente resta

“Il mercato è una tristezza, prima era molto meglio. Ci vengo solo per fare un giro”. Molti i commenti di questo tenore. Il mercato è, ed è sempre stato, un luogo molto frequentato sia per l’acquisto di prodotti alimentari di alta qualità, sia come punto di ritrovo per molte persone. Negli ultimi anni, però, il mercato piacentino sembra cambiato. Infatti, stando a quello che ci hanno detto i piacentini e gli ambulanti, sembrerebbe che il mercato sia in peggioramento. Gli acquirenti, di un’età compresa fra 50-80 anni, evidenziano un calo di qualità della merce, di vivacità dell’ambiente e di varietà dei banchi che propongono quasi tutti i medesimi articoli. Ha osservato cambiamenti negli anni? “Si, era meglio prima. Oggi la merce è peggiore. Ormai si comprano solo tacconate.” Per molte persone, quindi, si è trasformato in un punto di incontro, per trascorrere la mattinata in compagnia di amici e passeggiare. Per altri rimane una tradizione di famiglia che rievoca i ricordi del mercato di un tempo. Una donna piacentina, alle nostre domande, afferma: “Preferisco acquistare sul mercato, perché è una tradizione di famiglia da quando sono piccola”. In ambito alimentare, il mercato si contrappone ai supermercati. La differenza sostanziale sta nella qualità e nell’accessibilità dei prodotti. Infatti se i supermercati offrono una grande varietà di alimenti disponibili ogni giorno, il mercato propone beni a kilometro zero quindi più freschi. I commercianti, che vendono a Piacenza, in provincia e nel milanese, dimostrano opinioni contrastanti. Gli ambulanti alimentari non registrano differenze negli anni: Da quando vende sul mercato? Vendo dal 1974”. Che genere di persone viene ad acquistare la sua merce? Vengono le persone che vogliono il formaggio buono e stagionato”. Vende solo a Piacenza o anche in provincia? Vendo anche in provincia. Faccio sei mercati alla settimana”. Mentre chi vende vestiti e accessori subisce un calo delle vendite: “Vendiamo il 50% in meno rispetto allo scorso anno. Ultimamente la gente preferisce andare all’outlet e nei centri commerciali.” Lungo il mercato dei giovani non c’è quasi traccia. Cosa tiene la nostra generazione fuori da questo ambiente? La scuola? O forse l’influenza di internet e dei grandi venditori? L’outlet e gli acquisti online hanno davvero sostituito il mercato? Fatto sta che negli anni il mercato non ha più acquisito clienti e la merce è peggiorata di qualità.

Irene, Beatrice C., Beatrice M.

Ambulanti e cittadini piacentini non apprezzano la presenza degli stranieri 

“Quello di adesso – racconta Giovanni, ambulante piacentino–  è un mercato che non attira più di tanto perché il 70% dei banchi sono gestiti da extracomunitari e ciò ha provocato un calo del settore commerciale piacentino. Per colpa degli stranieri i miei affari non vanno bene. Ho il mercato, oltre che a Piacenza, anche a Castel San Giovanni, Ponte dell’Olio e Belgioioso, ma la situazione è sempre la stessa. La loro concorrenza è sleale perché vendono merci a basso prezzo e di scarsa qualità e, soprattutto, non rispettano le regole. Bisognerebbe cambiare il mercato, ma i banchi sono a numero chiuso e aggiornarlo o migliorarlo diventa difficile dal momento che vi prendono parte gli stranieri. Perciò sì, è colpa loro se il mercato, nel corso degli anni, è cambiato in peggio”.  Anche Anna, cittadina piacentina, è della stessa opinione: “Sarebbe normale – dice – pensare che ci si possa sentire al sicuro almeno a casa propria. Invece no, per colpa degli stranieri non è più possibile nemmeno questo: la loro presenza mi infastidisce anche a casa, dove mi sento costantemente in pericolo tanto quanto mi sembra di esserlo qui. Al mercato. È ormai un anno che non vengo sul mercato; prima, invece, ci andavo molto più spesso perché vi trovavo ciò che cercavo. Anche se il mercato rimane qualcosa di caratteristico e di tradizionale per questa città, gli stranieri ce lo stanno rovinando sempre di più. Piacenza è la nostra città”. 

Filippo e Pietro

Mercato cittadino: uno spazio di desideri

Molte persone ci hanno riferito che si recano al mercato non solo per fare acquisti, ma anche per passare il tempo, ad esempio incontrando le amiche e bevendo con loro un caffè; altre, invece, lo ritengono una scusa per praticare attività fisica, come confermatoci da un’intervistata. “Io vengo al mercato, non solo per fare compere, ma anche per camminare e tenermi in forma” (Andreina, professoressa di matematica) Sicuramente, uno dei tanti motivi per cui i piacentini frequentano il mercato è la possibilità di cogliere le occasioni. “Secondo me le persone ne approfittano per comprare tanto spendendo poco” (Margherita, pensionata) Piazza Duomo è risultata molto più affollata e ricca di opinioni rispetto a Piazza Cavalli. Lì ci siamo imbattute in una ragazza relativamente giovane. “Questa è la mia prima volta al mercato e sono sicura che sarà anche l’ultima, lo odio!” (Caterina, studentessa universitaria) I ragazzi di oggi sono infatti più propensi allo shopping online, dove possono acquistare di tutto senza uscire di casa. Parlando con chi è veramente nel vivo del mercato, ovvero gli ambulanti, è risultato che i clienti non hanno preferenze riguardo ai prodotti venduti sui banchi. “I miei clienti non sono interessati a un prodotto in particolare: comprano ciò che è di loro gradimento” (Marco, commerciante) Molte persone, dunque, si recano nelle due piazze non con un obiettivo preciso, ma, come detto in precedenza, per approfittare delle occasioni.

Alessandra e Beatrice

Contrasti in piazza: le polemiche sui banchi multietnici 

Il mercato è molto cambiato, questa è la risposta più popolare sia tra i commercianti che tra i clienti alla nostra domanda riguardo ai mutamenti del mercato Piacentino rispetto al passato. Una delle principali differenze che gli intervistati hanno notato, è la forte presenza di ambulanti stranieri, visti in maniera negativa dalla maggior parte dei Piacentini. Secondo i commercianti inoltre, i banchi multietnici non rispettano le metrature assegnate e fanno una concorrenza scorretta, vendendo merce scadente a prezzi bassissimi. Anche alcuni acquirenti da noi intervistati hanno manifestato fastidio nei loro confronti, preferendo fare acquisti solo nei banchi storici. Un altro grande cambiamento riguarda la funzione del mercato, non più visto solo come luogo per fare compere ma anche come punto di aggregazione. La maggior parte delle persone, soprattutto anziane, alterna una passeggiata tra i banchi ad un buon caffè, bevuto in compagnia con le amiche. Balza sicuramente all’occhio l’assenza di giovani, che preferiscono fare i loro acquisti nei grandi negozi oppure online, per la qualità dei prodotti e per il risparmio di tempo. L’evoluzione del mercato è stata fortemente influenzata dai cambiamenti socio-culturali, come anche molti altri aspetti della nostra quotidianità: i flussi migratori e i mutamenti nelle strategie di compravendita hanno favorito altre forme di commercio, riducendo la sua importanza economica. Nonostante questo, il mercato, nel cuore dei Piacentini, rimarrà sempre un’istituzione storica, la cui tradizione sociale viene mantenuta nel corso degli anni dalla componente âgée della popolazione cittadina.

Aurora, Caterina, Daniela, Tommaso, Khady

Economia di mercato: a Piacenza come a livello globale

Sulla base dei dati raccolti da un’inchiesta condotta da alcuni studenti del Liceo Gioia di Piacenza, è emersa l’idea comune riguardo al cambiamento delle modalità di vendita e acquisto, oltre alla concorrenza, che è cresciuta molto negli ultimi anni. Così afferma un’ambulante piacentina: ‘’Ormai la concorrenza è spietata e sleale…”. Anche Carlo, storico venditore di generi alimentari, si trova d’accordo su questo punto, sottolineando inoltre il problema delle ingenti tasse che gravano sugli ambulanti, nonché sulla popolazione italiana. Carlo denuncia anche la situazione di abbandono nei loro confronti da parte delle autorità: “Non c’è controllo sull’ attività e alcuni commercianti non rispettano le direttive, inoltre sono presenti anche abusivi”. Allo stesso modo la pensano anche gli acquirenti, tuttavia essi continuano ad andare al mercato perché viene considerato luogo di ritrovo e aggregazione. Molti infatti condividono il pensiero di Paolo: “E’ stato un cambiamento veloce e improvviso ma ci siamo abituati in fretta. Quando vengo con i miei amici al mercato ci passa il mondo davanti, perché ci mettiamo lì e non c’ è più bisogno di viaggiare per vedere le etnie diverse”. E’ quindi comune l’idea che ci sia stata un’evoluzione dovuta non solo al ricambio generazionale ma anche all’ arrivo di immigrati. In ogni modo è importante conservare le antiche tradizioni perché hanno funzione di collegamento tra diverse culture e generazioni.

Margherita, Costanza, Piersergio, Tommaso

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