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Giornalista, fotografo e viaggiatore: il ricordo di Sandro Pasquali a Palazzo Galli

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Giornalista, scrittore, fotografo, viaggiatore e musicista. Sandro Pasquali è stato tutto questo, ma anche di più. Ancora oggi, a quasi sei anni dalla sua scomparsa, viene ricordato principalmente come giornalista e scrittore, ma l’incontro organizzato a Palazzo Galli dalla Banca di Piacenza – nell’ambito delle manifestazioni collaterali alla “Salita al Pordenone” – ha fatto luce su altri aspetti sicuramente meno noti di Pasquali.

«Sandrello – ha esordito il dott. Carlo Mistraletti, che per tutto l’incontro ha parlato di Pasquali indicandolo con questo affettuoso diminutivo – era un appassionato di musica, viaggi, poesia, filosofia, economia, sport, politica, salute e sanità, ma soprattutto di imprese umane. Aveva tante passioni ma non era un tuttologo, era una persona che amava conoscere cose nuove, approfondirle, analizzarle, anche in modo critico, per poi raccontarle con grande rigore attraverso i suoi articoli. Lo conobbi negli anni Sessanta sul campo di San Sepolcro all’epoca in cui giocava nei Betlemme Boys; era una brillante ala sinistra, ma credo che per lui lo sport rappresentasse uno strumento per conoscere nuovi amici. Era un vero anfitrione, sapeva fare gruppo, gli piaceva unire le persone e raccontare le sue storie e le sue avventure. Abbiamo condiviso vacanze e tanti viaggi, ma soprattutto la passione per la fotografia che mi ha trasmesso tanti anni fa».

Mistraletti ha parlato “a braccio” facendo tante incursioni non solo nelle passioni, ma anche nella vita professionale e privata dell’amico “Sandrello”. Parole e pensieri estemporanei offerti alla numerosa platea per quasi un’ora, durante la quale è emersa un’altra caratteristica di Pasquali: la signorilità. Anche l’avv. Gianguido Guidotti – sindaco di Piacenza alla fine degli anni Novanta – durante il suo breve e sentito ricordo di Pasquali legato a un loro viaggio in Cina, ha voluto sottolineare “il grande savoir-faire dell’amico Sandro”.

Il giornalista Andrea Pasquali ha dedicato il suo intervento alla grande passione di suo padre per la fotografia. «Il giornalismo e la produzione scritta erano il suo lavoro, ma le sue vere passioni erano il viaggio e la fotografia. Ovunque andasse, realizzava reportage. Ricordo una vacanza con tutta la famiglia sulla riviera abruzzese; mio padre, invece di godersi il mare, si avventurò nell’entroterra per realizzare un reportage sul lupo abruzzese che venne pubblicato in alcuni libri di testo scolastici. Anche il suo viaggio di nozze in Africa fu un’occasione valida per dare sfogo alla sua passione per la fotografia. E’ stato un fotografo di strada ante litteram, capace di catturare il momento grazie alla sua curiosità». L’incontro è stato chiuso da un emozionante ricordo confezionato dal prof. Giuseppe Marchetti, che ha raccontato dell’affettuosa amicizia con Sandro Pasquali, nata proprio nel segno della fotografia.