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Cosmonauti, gli agricoltori piacentini che useranno zappa e vanga sulla luna

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle realtà che hanno vinto il Bando Giovani Progetti del Comune di Piacenza. In questa tappa andremo a conoscere un gruppo di ragazzi che, pur avendo la testa fra le stelle, mantiene comunque i piedi ben piantati a terra.

Non a caso si chiama Cosmonauti, l’associazione nata dall’incontro di alcuni operatori sociali e contadini del territorio, che ha lo scopo di promuove laboratori per persone con disabilità e in condizioni di svantaggio socio-economico. Nata nel 2015, progetta e sviluppa le proprie attività in collaborazione continua con l’azienda agricola biologica Campo Lunare.

Cielo e terra, sogni e realtà, socialità e disabilità. Per capirne di più abbiamo rivolto qualche domanda ad Alberto Rossi, che rappresenta i Cosmonauti piacentini.

Un progetto come il vostro, di solito, non nasce per caso. Quali esigenze si porta dietro?

«Il nostro è un progetto sperimentale e su base volontaria che cerca di coniugare due passioni: l’agricoltura e tutto ciò che riguarda le relazioni sociali. Abbiamo iniziato il terzo anno di attività nel 2018 e, sinceramente, non parlerei di esigenze, ma di obiettivi discussi che spingono le nostre attività sin dall’inizio: la condivisione delle competenze dei singoli soci per creare processi di autoformazione, l’analisi del contesto per concretizzare progetti agricoli ed ambientali rivolti, soprattutto, a fasce deboli della popolazione, la convinzione di poter sviluppare idee con associazioni, istituzioni pubbliche e private, organizzazioni del Terzo Settore  mettendo al centro ‘la zappa’ e l’attività educativa».

Quali progetti avete sviluppato finora e quali invece avete in cantiere?

 «Numericamente siamo una piccola associazione di promozione sociale, tuttavia abbiamo cercato di proporre costantemente laboratori ed esperienze negli anni passati: un nostro ‘fiore all’occhiello’ è certamente l’Orto di Dadide, laboratorio di orticoltura autoevidente e sistemico per persone con disturbo dello spettro autistico in collaborazione con la cooperativa sociale Coopselios  e il Gruppo Sperimentale Autismo del Comune di Piacenza. Non dimentichiamo poi: il Laboratorio Centro Socio Occupazionale, attività di orticoltura per persone con disabilità in collaborazione con A.s.p. Città di Piacenza; l’Orto Mobile, uno spazio progettato e costruito per agevolare un lavoro di introduzione all’agricoltura rivolto a  persone con difficoltà motorie. Cosa bolle in pentola per quest’anno cosmonautico? Oltre ai progetti sopracitati che continuano, proviamo a proporre nuove idee: ‘Coltivare Tradizioni’ è il progetto, sostenuto dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Piacenza attraverso il bando ‘Giovani Progetti’, che ci porterà a valorizzare un luogo bellissimo di Piacenza: il frutteto adiacente gli Orti di Santa Maria di Campagna; un lavoro congiunto con A.s.p. Città di Piacenza e sostenuto da Rotary Distretto 2050 riguardo la trasmissione di competenze agricole a minori stranieri non accompagnati; l’istallazione di un ‘lamponeto’ sperimentale, ulteriore spazio per formaci e formare. Le esperienze che abbiamo proposto e proponiamo sono frutto delle competenze dei nostri soci e delle collaborazioni attive che portiamo avanti con varie realtà del territorio, a cui va la nostra riconoscenza».

Piacenza è una città che soffre, almeno nell’opinione pubblica, di problemi di promozione delle proprie particolarità. Voi che ne pensate? In che modo potreste contribuire?

«Pensiamo che Piacenza sia un territorio da esplorare, almeno per le nostre attività: ci sono spazi, luoghi, ambienti che si prestano a ciò che proponiamo. E c’è l’interesse di singoli e gruppi, formali e informali, a percorrere insieme un pezzo di strada. Noi proviamo a contribuire mettendoci a disposizione del tessuto sociale, creando percorsi condivisi e vivendo la vita associativa della città».

L’immagine più bella che ti porti dietro di questi anni di Cosmonauti?

«Il Primo Cosmonauti’s Redneck Festival nel settembre 2017 ( la festa associativa in cui abbiamo inaugurato l’Orto di Dadide), il lamponeto sperimentale avviato pochi giorni fa presso Campo Lunare e il lavoro svolto nel Frutteto di Santa Maria di Campagna».

Fra cinque anni come vedi la tua associazione? C’è un sogno nel cassetto?

«Vorrei che la nostra associazione fosse  strumento concreto di giustizia sociale attraverso idee misurabili, trasparenti e protese verso il bene collettivo. Il sogno è quello di usare zappa e vanga ovviamente sulla Luna!».


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Muove i primi passi alla Cronaca e dopo un anno passa alla Libertà. Nel frattempo entra nella redazione di Radio Sound. Da sei anni collabora con il Fatto Quotidiano e attualmente dirige le riviste Soccer Illustrate e Sport Tribune, oltre a essere tra i contributors di Riders magazine.