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curiosità

Allenamenti e tornei, il bizzarro mondo della pedana da ballo in sala giochi

Al sabato sera, in una sala giochi piacentina, il 25enne Lorenzo Cereghino è circondato da gruppetti di giovani che lo fissano mentre si destreggia sulla “Pump It Up”.

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Si muove freneticamente sui pulsanti coloranti. Saltella da una freccia all’altra come una cavalletta. Al sabato sera, in una sala giochi piacentina, il 25enne Lorenzo Cereghino è circondato da gruppetti di giovani che lo fissano mentre si destreggia sulla “Pump It Up”, l’immortale pedana da ballo con i quadranti luminosi da calpestare. «Questa attività mi ha permesso di socializzare con tante persone, instaurando amicizie sincere. Infatti», testimonia Lorenzo, che ha già affrontato il circuito italiano del videogioco, «questa piattaforma coreana – creata e sviluppata da Andamiro, concorrente della “Dance Dance Revolution” di Konami – è fruibile solo nei locali pubblici». La “Pump It Up” consiste nel premere con i piedi cinque tasti in sincrono con la musica, a ritmo e a difficoltà diverse, seguendo istantaneamente le indicazioni che appaiono sul monitor. Due sbarre d’appoggio permettono di completare le canzoni più impegnative senza ribaltarsi.

Quando è nata la tua passione per la “Pump It Up”?

«La mia passione per i giochi musicali nacque nell’estate 2005, nella sala giochi che frequentavo abitualmente. Notai queste pedane musicali che differivano da tutti gli altri giochi ormai canonici ad inizio secolo».

È stato un colpo di fulmine, insomma…

«Esatto, ne rimasi subito colpito. Questo amore, però, restò sempre in sospeso: potevo giocare alla “Pump It Up” solo nella sala giochi che frequentavo durante le vacanze estive o nelle fiere paesane con i giostrai. Da cinque anni, finalmente, mi ci applico con costanza anche a Piacenza».

Hai anche un’indole per la danza o questi due mondi sono estranei?

«Non c’è alcun legame specifico tra la “Pump It Up” e il ballo. Ritrovo una connessione maggiore con la musica: ogni mia giornata è accompagnata da una melodia diversa che mi fa emozionare, eliminando dalla testa i problemi quotidiani».

Quante persone si dedicano alla pedana nel piacentino?

«Attualmente, a Piacenza siamo solo in due a impegnarci nel lato competitivo della “Pump It Up”. Ci sono altri ragazzi che stanno approcciando il videogioco per divertimento».

Come si svolgono i tuoi allenamenti?

«Divido le esercitazioni in due fasi: tecnica e resistenza. La prima consiste nell’ascoltare la musica e tenere il ritmo con i piedi, premendo a tempo le frecce comparse sullo schermo. Occorre ottenere fluidità di esecuzione e precisione nelle gambe. La seconda serve a migliorare il lavoro sotto sforzo».

A cosa bisogna fare attenzione?

«A mantenere la concentrazione mentale per tutta la durata di una singola canzone: una singola imperfezione può causare la sconfitta. La più grande difficoltà per i giocatori italiani iscritti ai tornei è la mancanza di sponsor per viaggiare all’estero: le competizioni principali si tengono in Sudamerica e in Asia».


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Creatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Collabora con il quotidiano Libertà e realizza alcuni contenuti per le pagine del Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Regista del documentario "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), curatore della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018).

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