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Marco Andreolli: carriera e futuro del campione piacentino di Serie A

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3 minuti di lettura

Si è conclusa con la salvezza all’ultima giornata la prima stagione di Marco Andreolli con la maglia del Cagliari. Il difensore centrale nato a Ponte dell’Olio è stato fondamentale per la permanenza in Serie A dei sardi e, finalmente al riparo da quegli infortuni che ne hanno costellato la carriera, ha offerto ottime prestazioni nelle 24 volte che è sceso in campo. È l’inizio di una seconda giovinezza sportiva per una ragazzo che ha sempre fatto della serietà e della concentrazione le sue doti migliori.

Marco Andreolli, classe ’86, esordisce in Serie A e in Champions League con la prestigiosa maglia dell’Inter. Le doti fisiche e tecniche ci sono, ma quella squadra conta fior di campioni e l’esordiente piacentino riesce a collezionare solo 13 presenze nei primi tre anni da professionista.

Nel 2007 arriva il primo cambio di maglia. Andreolli viene inserito nell’operazione che porta Chivu in maglia nerazzurra e passa alla Roma di Totti e De Rossi. In giallorosso le cose non andranno come previsto e nei primi sei mesi il difensore viene bloccato da un infortunio alla schiena. Non andrà meglio nella seconda parte di stagione passata in prestito al Vicenza.

Reduce dal secondo infortunio grave in carriera, siamo nel 2008, Andreolli viene riscattato dalla Roma e ceduto al Sassuolo in Serie B. In Emilia Marco riesce ad imporsi giocando la sua prima vera e propria stagione da titolare. Segue il rientro nelle file giallorosse e un’annata, quella 2009/20 dove il centrale totalizza 15 presenze in tutte le competizioni e realizza la prima rete in carriera in Europa League.

Inizia così il periodo migliore della storia calcistica di Andreolli. Ceduto al Chievo, il piacentino si afferma nelle tre stagioni successive come uno dei centrali più solidi e affidabili dell’intera Serie A. Tre annate da incorniciare che gli varranno il ritorno all’Inter con la speranza di ritagliarsi uno spazio maggiore rispetto al passato.

Dopo appena 19 presenze in due anni, però, Andreolli passa in prestito al Siviglia nel campionato 2015/16. L’esperienza spagnola inizia nel migliore dei modi, l’italiano è titolare nelle prime 13 giornate ma la rottura del tendine d’Achille chiuderà in anticipo la sua stagione. Nel 2016/17 fa ritorno all’Inter e chiude il campionato con 6 presenze.

Lo scorso anno il passaggio al Cagliari. Scaduto il contratto con i nerazzurri il difensore piacentino ha scelto proprio gli isolani per iniziare l’ultima parte della carriera e ha firmato un biennale. Quella appena conclusa è stata una stagione positiva e finalmente senza infortuni. Andreolli è sceso in campo per 24 volte, molte delle quali da titolare, e ha contribuito con ottime prestazioni alla conquista della salvezza arrivata all’ultima giornata. Nessun gol per lui ma una costanza di rendimento che ha permesso ai rossoblu di migliorare l’efficienza difensiva, il punto debole della squadra dell’ex tecnico Rastelli.

Statura imponente da 187 cm, Andreolli ha sempre fatto della prestanza fisica e del senso della posizione i suoi punti di forza. Due caratteristiche che fanno di lui un centrale vecchio stampo, abilissimo in marcatura e fenomenale nei colpi di testa, sia in fase difensiva che in attacco dove è sempre tra gli osservati speciali delle difese avversarie. Ottimo anche per senso della posizione e capacità tecnica, il centrale piacentino è impiegabile sia nella difesa a quattro che in quella a tre.

Ma la dote che colpisce di più è la capacità di concentrazione. Mai un errore banale, un passaggio sbagliato, un calo di attenzione. Tutte doti che hanno fatto innamorare chi lo ha allenato.

Il prossimo a farlo potrebbe essere Maran, tecnico in uscita dal Chievo e indicato come successore di Lopez sulla panchina del Cagliari. Amante del gioco concreto e creatore di squadre estremamente compatte, Maran potrebbe trovare proprio in Andreolli il faro della sua retroguardia.