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politica

Marvin Di Corcia: «Il centrodestra lascerà alla città una grande opera pubblica, forse il tram»

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Marvin di corcia, consigliere comunale della Lega Nord
3 minuti di lettura

Un primo anno di consiglio comunale sottotono, nonostante l’euforia della campagna elettorale che l’ha portato a sedere tra i banchi della maggioranza con ottantanove voti. A causa del procedimento penale per diffamazione aggravata dall’odio razziale – ora prosciolto in tribunale da ogni accusa – , il leghista Marvin Di Corcia in questi mesi ha preferito il silenzio: «Non sono intervenuto quasi mai a Palazzo Mercanti per non attirare l’attenzione sul mio processo e per non mettere in ombra l’attività dell’amministrazione. Ci tengo a sottolineare che il fatto è avvenuto prima che venissi eletto».

Di Corcia infatti nel 2015 aveva pubblicato un post su Facebook in cui associava alla “clandestinità” l’immagine di un ragazzo di colore fotografato a bordo di un overboard. Successivamente, si era scusato, aveva cancellato la scritta e aveva risarcito l’immigrato regolare. Pochi giorni fa il giudice ha dichiarato il non luogo a procedere, mentre lo stesso pm aveva già chiesto la non punibilità per l’esiguità del fatto. «Pretendo le scuse di chi ha strumentalizzato la mia vicenda a fini politici», afferma il giovane.

Il consigliere comunale della Lega Nord Marvin Di Corcia e il senatore Tony Iwobi

Il consigliere comunale della Lega Nord Di Corcia e il senatore Iwobi

Nel frattempo, dopo la vittoria al ballottaggio del 25 giugno 2017, è trascorso il primo anno di Giunta Barbieri. Un bilancio?

«Il mio giudizio è positivo. Si può sempre fare di più, ma i provvedimenti avviati sono ottimi».

Per esempio?

«Mi riferisco al riordino della macchina comunale, che garantirà un risparmio di 311mila euro annui con il taglio dei dirigenti da sedici a dodici».

Le priorità della Lega Nord in campagna elettorale erano più sicurezza e meno degrado. Risultati raggiunti?

«Si sta conducendo un buon lavoro in accordo tra Prefettura e Questura. I controlli delle Forze dell’ordine chiaramente possono essere intensificati, anche con l’utilizzo della Polizia municipale. L’anno prossimo verranno installate diverse telecamere di videosorveglianza e lettura targhe in periferia. Non è stato possibile farlo prima per colpa di vincoli al bilancio dettati da scelte errate del centrosinistra».

Secondo te, i cittadini stanno avvertendo un cambio di rotta su queste istanze?

«Nei quartieri caldi, sì. I residenti del Grattacielo dei Mille nel quartiere Roma mi hanno confermato una percezione di maggiore sicurezza rispetto al passato».

Un altro tema caldo nel tuo impegno politico è quello legato all’immigrazione. Differentemente da quanto promesso, non è stata rescissa la convenzione con ASP (Azienda per i Servizi alla Persona) per la gestione dei richiedenti asilo. Le promesse si sono scontrate con la realtà amministrativa? 

«Ho fiducia nel nuovo governo targato Lega e Cinquestelle. Spero che il ministro agli interni Matteo Salvini riesca a limitare il fenomeno migratorio, regolando i flussi, espellendo gli irregolari e velocizzando le pratiche per la richiesta d’asilo politico. Non è possibile accogliere chi scappa dalla Tunisia, dove non è in corso nessuna guerra. Il Comune – coordinandosi col governo – può contribuire al raggiungimento di questo scopo».

L’Azienda per i Servizi alla Persona coinvolge i richiedenti asilo in lavori socialmente utili. Sei d’accordo a impiegare queste persone nella potatura delle piante o nello sfalcio dei giardini pubblici?

«Ben venga, se sono loro a rendersi disponibili in prima persona. In qualche modo, infatti, devono ripagare la collettività per l’enorme spesa pubblica destinata all’accoglienza. Se però percepiscono rimborsi o compensi per questi interventi, non lo trovo giusto: prima devono poterne beneficiare i piacentini».

Quale sarà il marchio di fabbrica lasciato dal centrodestra sulla città tra quattro anni, al termine del mandato?

«Credo che il centrodestra saprà dare a Piacenza una grande opera pubblica, utile e bella. Potrebbe trattarsi di un filobus tra via 4 Novembre e il piano caricatore, oppure di una linea tranviaria da un lato all’altro della città. Occorrono studi urbanistici importanti, ma non è impossibile».

Sei favorevole alla costruzione del nuovo ospedale?

«Sì, ma solo se comprende più posti letto, una gestione efficiente del Pronto soccorso e spesa zero per il Comune. La zona di costruzione verrà decisa in base al bando di evidenza pubblica».

Quale area preferiresti?

«No comment».

Classe 1998, è giornalista pubblicista. Collabora con il quotidiano Libertà e l'emittente televisiva Telelibertà. Ideatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), responsabile della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018). Per Telelibertà, ha curato lo speciale "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste realizzate durante la festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019.