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cultura

«Piacenza toccata dal fenomeno mafioso». Le iniziative di “100×100 in Movimento”

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Le volontarie dell'associazione 100x100 in Movimento
2 minuti di lettura

Piacenza non può dirsi immune dal fenomeno mafioso. A differenza delle zone dove le mafie sono nate storicamente, però, manca consapevolezza sulla pericolosità di queste organizzazioni criminali, della loro capacità invasiva e pervasiva all’interno del tessuto economico. Ecco perché è importante, se non fondamentale, informare e coinvolgere la cittadinanza. A livello locale, questa attività viene portata avanti anche dall’associazione “100×100 in Movimento”, presieduta da Rossella Noviello: «Piacenza è stata coinvolta dal processo Aemilia, il più grande procedimento mai tenutosi in Emilia-Romagna contro un clan mafioso. Le indagini hanno toccato fortemente la nostra provincia. A Castelvetro si tenevano i summit della ‘ndrangheta per stabilire la gestione del territorio, con arresti per traffico di armi e droga. A Castelvetro risiedeva il referente della cosca che controllava personalmente Piacenza e Cremona. Da questa inchiesta stanno emergendo coinvolgimenti non solo di uomini appartenenti alla ‘ndrina, ma anche e soprattutto di imprenditori locali, giornalisti, uomini politici».

Nel piacentino, un territorio dove poche settimane fa è stato riconsegnato alla comunità il bene confiscato alla mafia di Calendasco, la «subcultura mafiosa può essere combattuta facendo il proprio dovere, sempre. Rispettare le regole è già antimafia, perché va contro la logica clientelare. Far passare per favore ciò che è un diritto è il primo meccanismo da combattere», esorta Noviello, che ha fondato l’associazione “100×100 in Movimento” nel 2015 insieme a I.M.D., pseudonimo per motivi di sicurezza di un poliziotto della squadra mobile di Palermo, coinvolto nell’arresto del boss Bernardo Provenzano. Se l’obiettivo è anzitutto culturale, uno dei principali strumenti per raggiungerlo è la lettura: «Abbiamo istituito diverse “sezioni lotta alle mafie” in quasi dieci biblioteche comunali, in collaborazione con Teatro Trieste 34 e Caracò Editore».

Fino alla fine di settembre, presso la biblioteca di strada all’Infrangibile, si svolgeranno i “Martedì estivi di cultura antimafiosa” con proiezioni di film, incontri e presentazioni di libri. Il 30 luglio, a Bettola verrà presentato “Confiscateli” con l’autore e criminologo Francesco Trotta, cofondatore della start-up “Cosa Vostra”. Negli anni, a Piacenza sono stati portati testimoni della lotta alle mafie come Gaetano Saffioti, Salvo Vitale, Angelo Corbo e Ignazio Cutrò. Ma è avvenuto anche il percorso inverso: nel mese di luglio, una delegazione si reca a Palermo per partecipare alla ricorrenza dell’anniversario della strage di Via D’Amelio. E sulla percezione che spesso vede l’antimafia sovrapposta a una precisa bandiera ideologica, Noviello risponde: «È vero, molte volte accade. Tuttavia, ricordo che Falcone e Borsellino, massimo modello di sinergia nella lotta alla mafia, erano il primo di sinistra e il secondo di destra. Una precisazione va fatta: certi partiti, come Forza Italia, sono nati sulle macerie delle stragi terroristico-mafiose del 1992 e 1993».

Thomas Trenchi
(Pubblicato sul quotidiano Libertà)

Classe 1998, è giornalista pubblicista. Collabora con il quotidiano Libertà e l'emittente televisiva Telelibertà. Ideatore e gestore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni”. Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017), responsabile della raccolta “Sportello Quotidiano 2016-2017” (YouPubly, 2018) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018). Per Telelibertà, ha curato lo speciale "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste realizzate durante la festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019.