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cultura

Valentina Ghelfi: «Il mio libro è solitudine e un modo per dimenticarla»

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Attrice e… possiamo dire poetessa? «Diciamolo».

Già questo atteggiamento, che somiglia più al disincanto che all’arroganza, rappresenta un ottimo biglietto da visita per decidere di avvicinarsi al primo libro pubblicato da Valentina Ghelfi.

Se poi considerate la poesia ostica e superata, potete ricredervi partecipando, giovedì 8 novembre dalle 21 al Caffè letterario Melville di San Nicolò, alla presentazione che non si svolgerà con le consuete dinamiche. L’autrice ha infatti deciso di puntare su quello che le viene meglio: recitare.

Ma di cosa si tratta? Il volume in versi è organizzato come un album fotografico in cui le parole sono immagini impresse sulla pellicola. Sei Señores, che sono i ragazzi-uomini con cui ha avuto a che fare in un periodo di trasformazione e ribellione, una tarda adolescenza, una lotta personale verso una volontaria emancipazione. «Quando a 21 anni ti ritrovi lontana dalla famiglia, in un’altra città, inseguendo un sogno, credi che l’unico modo per diventare ciò che vorresti essere sia cancellare ciò che sei stata fino a un attimo prima» ha spiegato Valentina.

Ma non solo. Perché questo libro «è solitudine e un modo per dimenticarla».

Muove i primi passi alla Cronaca e dopo un anno passa alla Libertà. Nel frattempo entra nella redazione di Radio Sound. Da sei anni collabora con il Fatto Quotidiano e attualmente dirige le riviste Soccer Illustrate e Sport Tribune, oltre a essere tra i contributors di Riders magazine.