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curiosità

Logistica piacentina, il futuro è nel trasporto fluviale? L’opinione

La logistica è il ponte tra industria e commercio. Senza quel ponte non si è mai fatto nulla. Da secoli, il trasporto delle merci è l’unico fattore che ha sempre collegato uomini e nazioni. A cura di FauziaeBon (autrice di Sopra La Riga).

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7 minuti di lettura

Benché da noi la logistica sia molto impattante ecologicamente ed è un terreno di continue lotte tra cooperative e sindacati, al momento crea un indotto vastissimo in ogni settore dando lavoro a tantissime realtà: manutenzione, sicurezza, costruzioni, autotrasportatori e autotrasporti, meccanica… insomma, fornisce lavoro non solo strettamente legato agli hub ma coinvolge tutto un mondo.

Ed è un mondo interessante e stimolante, fatto di calcoli ma soprattutto affamato di innovazione.

Ecco quello che sarebbe interessante per il nostro territorio, unire alla logistica la parte che studia i modi e che costruisce i macchinari, collegare nuovi investimenti sul territorio per i bisogni del comparto in maniera innovativa ed ecologica.

Già, vi sembrerà strano ma le ditte che operano in questo settore sanno bene di avere alto impatto e sono alla continua ricerca di metodi migliori e anche ecologici per poter continuare a lavorare.

Il nostro errore, tutto piacentino, è stato quello di sottovalutare l’impatto ambientale ma soprattutto è stato quello di non capire quanto spazio questo settore ha bisogno. Immenso.

Ma più che spazio si intende sempre l’ottimizzazione! In tutto. Tutto questo settore resta in piedi calcolando al millimetro imballaggi, costi di trasporto, costi di manutenzione e costi dell’innovazione.

Quindi andava fatto un bel tavolo con le ditte investitrici interessate al nostro territorio ma tenendo un approccio completamente differente. Prima ci voleva il progetto innovativo calcolato con tutti i pro e i contro, ma tutti tutti i pro e i contro. Questo era poi da presentare, ma doveva essere un progetto grandioso calcolato dal 2006 fino al 2050 e totalmente futuribile.

Invece hanno fatto un bel lotto industriale, dimenticandosi della parte umana che lavora intorno a questo settore.
Pazzesco. Hanno pensato ai park ma non agli autisti.

Park che sono vuoti perché inutili in quella posizione e cosa più assurda pure piccoli sottostimando le dimensioni del traffico e dello stazionamento delle merci, i rifornimenti, le ore di pausa degli autisti… insomma, il polo logistico non c’è.

Ma cosa più inquietante di tutto è che nessuno, nessuno in questi 14 anni ha pensato di fare nelle aree industriali, al polo logistico e in tutti gli altri insediamenti logistici un piano di abbattimento dello smog.Piante!

Non fuscelli come quelli messi a dimora lungo i viali che per metà poi hanno lasciato morire di sete. CI VOGLIONO LE PIANTE. A perdita d’occhio.

Piante piante piante in tutta la città, progetto con l’università di agraria per capire come minimizzare l’impatto ambientale.

Ah già, c’è anche la faccenda delle ferrovie che vogliono sfruttare. Il trasporto su ferro? In pratica è quasi impossibile senza un vero scalo merci adatto alle dimensioni del traffico su ferro della logistica. Che è enorme!

Quindi ora cosa facciamo? Perché ormai siamo a tutti gli effetti un polo logistico non per il polo che hanno fatto ma sempre per la posizione che abbiamo. Le grandi multinazionali sono interessatissime a noi. E una logistica INTELLIGENTE si può fare usando proprio le ditte che vogliono investire da noi.

Con cose anche semplici, vuoi 10.000 metri di hub? Bene, devi piantare 20.000 alberi che però siano “mangiatori di smog” perché le rose sono belle ma non ci regalano ossigeno. Questo settore ha tutti gli interessi nel campo dell’innovazione del trasporto. Cioè ci investono se riescono a ottimizzare i tempi di consegna e se glielo facciamo fare in modo ecologico preferiscono. Scambi. A loro serve scambiare tecnologia di ultima generazione, hanno bisogno innovazione continua per lavorare. Se tutta l’Emilia Romagna si mettesse a lavorare per questo discorso, perché è da noi che scorre il traffico massimo di queste merci…

E Piemonte, Lombardia e Veneto insieme a noi… In fondo, cosa scorre tra tutte queste regioni? Il Po. Milano è interessatissima a questa cosa del fiume navigabile. Siamo le quattro regioni che trainano l’Italia e cosa hanno tutte in comune? Un fiume che era navigabile e che ci siamo dimenticati che lo può essere sempre di più. Proviamo a muoverci in questa direzione? I porti commerciali direttamente sul fiume con tutto ciò che serve alle multinazionali dei trasporti. Il fiume c’è già! Bisogna solo farlo funzionare.

Qualcuno conosce il fiume Reno che scorre per mezza Europa? Ecco, prendo quello come esempio perché è successa una cosa interessante. Sul Reno, nel cuore della regione della Ruhr c’è una città che si chiama Duisburg. Da sempre possiede un porto fluviale ma nei secoli non se ne sono dimenticati, anzi, l’hanno trasformato in eccellenza. Duisburg è diventato il più grande porto fluviale d’Europa e tutte le multinazionali di tutto il mondo “corteggiano” questa città. Il porto si chiama Duisport.

“Da città industriale a smart city: Duisburg ha accettato la sfida e rafforza la collaborazione con Huawei. La cooperazione ha come obiettivo primario quello di trasformare Duisburg da città industriale tradizionale in smart city orientata al futuro attraverso servizi di smart government, smart education e smart infrastructure, servizi 5G, a banda larga e di gestione della logistica portuale, nonché per la smart home e la gestione intelligente dell’ambiente urbano.”

Traduco? La Huawei investirà, in cambio della movimentazione e gestione dei suoi flussi di mercato, per la città.
Duisburg offre il più grande porto interno del mondo e rappresenta il centro commerciale e logistico di collegamento tra l’Europa e la Cina. Loro sono collegati al mare del nord. Il nostro Fiume non ci collega solo al mar Adriatico! Ci collega al mediterraneo. Un sistema di porti collegati tra loro per arrivare al mare lo riusciamo ad immaginare? Investimenti.

Per porre rimedio al caos che abbiamo fatto con la logistica ora servono grandi investimenti comuni, tutti insieme per un progetto unico e vastissimo che potrebbe farci ritornare di primaria importanza nel mondo.
Fiume e ferrovia. Duisburg grazie al patto con huawei avrà un futuro nuovo,dai veicoli a guida autonoma alla logistica intelligente e all’industria 4.0, cosa che si è già attuata in 120 città nel mondo. E ancora “Rhine Cloud è supportata dalle tecnologie Huawei che forniscono una piattaforma di base per la strategia cloud di Duisburg. Questa piattaforma promuove l’innovazione tecnica e l’implementazione di servizi di e-Government, di servizi smart per i trasporti, l’IoT e le comunicazioni unificate”. Il futuro della logistica si evolve verso consegne fatte con i droni, completa automazione, altissima tecnologia e molta voglia di offrire un servizio a basso impatto ambientale

Riuscite a vedere in tutto questo un futuro con occupazione anche di alto livello non solo facchinaggio?
Io si. Abbiamo bisogno di scuole che pensino a questo settore non con menti di 50 anni fa.
I pannelli solari sono superati, il mondo è già oltre.
La logistica si muove alla velocità del web, sta a noi offrire un mondo che abbia quella capacità di cambiamento.
È in questo che dobbiamo investire, un patto logistico tra regioni per alleggerire la rete di trasporti su strada, creando da subito, visto che è nuovo facciamolo buono una volta senza politica assurda e sotterfugi all’italiana, un trasporto fluviale ad impatto ambientale contenuto( e qui gli ambientalisti dovranno imparare a mediare per ottenere davvero un futuro quindi dovranno sedersi ad un tavolo tenendo in tasca alcuni NO e anche alcuni SI) ma fatto tutti insieme e ipertech!
Solo se si muoverà in concerto tutta la pianura padana riusciremo a salvarci.
Non vi aggiungo anche il valore turistico che si otterrebbe dall’avere un fiume navigabile, vi metto in foto il Cruise Port di Duisburg, credo che basti per oggi.

La logistica è il ponte tra industria e commercio. Senza quel ponte non si è mai fatto nulla, non da ora ma da secoli. Non si chiamava ancora logistica, ma il trasporto delle merci è l’unica cosa che dalla preistoria ha collegato uomini e nazioni.

Questo ha sempre portato avanti il mondo.
Siamo arrivati sulla luna, siamo capaci di trovare un modo per arrivare in nave fino al mediterraneo?

FauziaeBon (autrice di Sopra La Riga)

Admin di varie pagine Facebook e influencer dei social network piacentini, si definisce «una con un caleidoscopio al posto del cervello, che vede tutto strano. Vedo fare cose fatte per dissimulare, per non fare le cose che invece si dovrebbero fare ma che sono scomode da applicare a questo mondo senza più coraggiosi. Ho iniziato a scriverne, a modo mio, per ribellione. Voglio farvi sorridere per mostrarvi e farvi riflettere su ciò che ci vogliono vendere per buono ma che invece è amarissimo».