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Una studentessa ai suoi coetanei: «Non frenate i vostri sogni»

Non frenate chi vuole studiare materie totalmente differenti da quello che ha visto fino ad ora, chi si vuole imbucare in corsi universitari tutti nuovi o artistici di qualsiasi genere (di Maurizia Veneziani, studentessa dell’istituto “Romagnosi” di Piacenza)

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Istituto Romagnosi di Piacenza
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L’incertezza è una costante nella vita di molti adolescenti. Dalle più banali insicurezze quotidiane ai rapporti con gli altri, fino alle questioni più serie che riguardano la creazione di un disegno del proprio futuro.

Sembrava già difficile la scelta della scuola superiore da frequentare, ma – arrivati alla fine di questa – balena davanti agli occhi dei futuri maturandi la domanda “Cosa farai dopo?”. Non è che un’elevazione della domanda “Cosa vuoi fare da grande?” a cui rispondiamo fin da bambini.

Si parte con l’immaginarsi astronauti, cantanti, ballerini, re e regine. Poi col tempo si mettono i piedi per terra e si cerca di seguire i piani di studi proposti dalle università o trovare un lavoro consono all’istituto frequentato. Ma ritornando alla vena sognatrice di ogni uomo o ancora meglio ragazzo, ciò che andrai a fare ti permetterà di realizzare i tuoi sogni?

Chiedendolo alle classi quinte dell’istituto “Romagnosi” di Piacenza, sono apparse facce speranzose o ancor di più dubbiose, quasi non afferrando il vero senso della domanda. Il sogno si è trasformato in quello di concludere al meglio l’università, ottenere un lavoro ben retribuito e che valga tutta la fatica fatta. Ma è questo a cui aspirano davvero i ragazzi? O forse l’incertezza sulla decisione da prendere è proprio dovuta al fatto che crescere significa mettere da parte i desideri e puntare a qualcosa di più realizzabile.

Non si intende un lavoro più semplice, ma che porti più certezze su futuro, soldi e carriera. È la paura dell’insuccesso, del poco sostegno dato, delle difficoltà che s’incontreranno e della fatica che potrebbe essere vana.

Non frenatevi e non frenate chi ha ancora questo coraggio, chi ancora è nel mezzo per realizzare se stesso e ciò che magari sogna da anni. Non frenate chi vuole studiare materie totalmente differenti da ciò che ha visto fino ad ora, chi si vuole imbucare in corsi universitari tutti nuovi o artistici di qualsiasi genere. Non si è più nel mondo in cui sta bene colui che gira con giacca e cravatta e ha una poltrona sicura in banca.

È il mondo dei giovani che hanno coraggio di tentare, un Futuro che premia la novità e l’impegno, la costanza di chi non ha mollato per diventare grande. Il punto è far crescere ciò che si ha dentro, la propria inclinazione, per rispondere alla fatidica domanda “Cosa vuoi fare da grande?”.

Maurizia Veneziani
studentessa dell’istituto “Romagnosi”