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cultura

Il segreto degli antichi manoscritti. Intervista all’autrice Laura Vaghini

Il segreto degli antichi manoscritti, primo libro a firma di Laura Vaghini edito da Edizioni Officine Gutenberg, è già pronto per la sua seconda uscita pubblica, quella di domenica 24 marzo presso La Feltrinelli di via XX settembre a Piacenza. Un nuovo appuntamento in cui l’autrice sarà accompagnata da Claudia Uccelli e a cui ci avviciniamo chiedendo alla Vaghini di introdurci al suo libro.

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Il segreto degli antichi manoscritti, primo libro a firma di Laura Vaghini edito da Edizioni Officine Gutenberg, è già pronto per la sua seconda uscita pubblica, quella di domenica 24 marzo presso La Feltrinelli di via XX settembre a Piacenza. Un nuovo appuntamento in cui l’autrice sarà accompagnata da Claudia Uccelli e a cui ci avviciniamo chiedendo alla Vaghini di introdurci al suo libro.

Sei partita da una storia reale, la vostra, per arrivare ad una fantasy, quella di Hachiro e Carlos. Come hai messo insieme le cose?

Relazionarsi con gli altri non è cosa facile per tutti e per mio figlio non lo era. Ho pensato allora di creare i vari personaggi del mio racconto per questa sua esigenza, inserendo a mano a mano argomenti di vita vera quali il bullismo attraverso una storia di avventura e mistero, in modo poi da leggere il racconto insieme a mio figlio e trovare spunti di riflessione e soluzioni.

Per affrontare le difficoltà di tuo figlio, hai imparato a rapportarti e a comportarti in un modo diverso. Dal punto di vista umano come sei cambiata in questi anni?

Sono diventata più attenta agli altri, maggiormente disposta all’ascolto. Ora cerco di aiutare attraverso la mia esperienza genitoriale con un percorso un po’ più in salita di quanto immaginassi ma ricco anche di vittorie. Ho scoperto inoltre risorse dentro di me che non pensavo di avere…

Temi centrali nel tuo libro sono le diversità che arricchiscono e punti di forza e di debolezza che ognuno di noi ha. Come ti relazioni oggi con queste parti della personalità?

Viviamo in una società alla ricerca di supereroi e di figli-fenomeno. Tutto ciò è sbagliato. Nel libro ho inserito invece il valore della diversità come arricchimento. Quotidianamente dico a mio figlio che ognuno di noi ha punti deboli ed altri di forza che ci rendono meravigliosamente imperfetti con la necessità di confrontarci con il prossimo. Ho imparato che non dobbiamo vergognarci di ammettere di aver bisogno dell’aiuto degli altri. Con il mio racconto vorrei far capire che i nostri pregi e difetti sono tasselli di un puzzle che uniti insieme creano immagini bellissime.

Non solo parole ma anche le illustrazioni di Pierantonio Bonini. Come sono state create?

La maggiore difficoltà consisteva nel mettere a colori i visi e le caratteristiche dei personaggi nati dalla mia penna che io scrivendo avevo in realtà ben chiari nella mia mente! Confrontandoci bozzetto dopo bozzetto, Hachiro, Carlos e tutti gli altri hanno pian piano preso vita attraverso le splendide illustrazioni di Pierantonio Bonini, per gli amici Pier. Per quanto riguarda la tecnica di realizzazione, ho dato giustamente carta bianca all’artista. Il risultato è lodevole, uno stile innovativo e personale.

In ultimo, qual è stato il giudizio di Matteo appena ha visto il libro?

Matteo è stato il primo a credere nel libro e volerne la pubblicazione. Vederlo realizzato e tenerne una copia fra le sue mani lo ha “gasato” e riempito di orgoglio! La dedica lo ha emozionato tantissimo e non vuole perdersi nessuna presentazione. D’altronde…senza di lui il libro non sarebbe mai nato…

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