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cultura

Che cos’è il paesaggio per gli occhi che lo guardano?

CARAMELLE AGLI SCONOSCIUTI, rubrica a cura di Michela Vignola –  Una mostra alla Ricci Oddi indaga lo sguardo di Fontanesi e dei pittori che a lui si sono ispirati.

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A 200 anni dalla nascita del pittore Antonio Fontanesi (1818-1882), anche la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza rende omaggio ad un artista considerato fondamentale nello sviluppo del tema paesaggistico italiano ed europeo: “Paesaggio e Figure. Fontanesi e i tempi del Naturalismo”, in corso fino al 30 giugno negli spazi di via San Siro 13.

Quando si parla di arte, si corre sempre il rischio di rivolgersi a un ristretto gruppo di appassionati e addetti ai lavori. Non dobbiamo dimenticare invece – immersi quasi a sprofondare in questa civiltà dell’immagine effimera – quanto abbiamo da imparare da tutti coloro che nei secoli passati si sono interessati alla rappresentazione dell’uomo, del mondo e delle sue storie, in modo che quelle sensazioni visive destinate a svanire in un batter d’occhio restassero impresse per sempre sulla tela. Volti e paesaggi che sembrano “morire” nelle sale asettiche dei musei, ma che al contrario cercano disperatamente nuova vita. 

Non è un caso se Roberto Tassi, critico al cui lavoro si è ispirato l’allestimento della mostra appena inaugurata, scrive in una lettera al collega Francesco Arcangeli: “Forse il vero senso del nostro lavoro, o della nostra vita, è di essere umani dentro la natura.”

La vita errante di Antonio Fontanesi

Nella pittura di Fontanesi, maestro di atmosfere sognanti, talvolta cariche di angoscia, l’elemento naturale appare quasi sempre l’unico protagonista. L’uomo, quando presente, appare ritratto come una figura in lontananza, in simbiosi con la natura e gli animali, tutti dominati dallo stesso stato d’animo: malinconico, distante, quasi assente. Anima inquieta d’artista, il pittore viaggiò in lungo e in largo per l’Italia e l’Europa, lavorando persino in Giappone. Una vita errante, la sua, tuttavia fortemente radicata alla terra d’origine, l’Emilia, ritratta in mille sfumature di colori pastello o più cupi, alla ricerca del particolare che mettesse in luce la corrispondenza tra paesaggio e sentimento, natura ed emozione. Una poetica perfettamente in linea con le tendenze del Romanticismo europeo, conosciuto direttamente a Londra attraverso l’opera di Turner, e per certi aspetti anticipatore di una visione simbolista dell’esistenza, in cui il “qui e ora” rimanda inevitabilmente a un “altrove”, infinitamente più significativo.

La Ricci Oddi inaugurata nel 1931 alla presenza dei Savoia

Il collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi (18681936), ideatore dell’omonima Galleria – inaugurata nel 1931 alla presenza dei Savoia, a dimostrazione della sua rilevanza nazionale – anche del valore di questo astista ebbe prima di altri l’esatta percezione, considerandolo uno dei suoi pittori preferiti. Tra le 400 opere oggi ospitate in Galleria, ordinate secondo criteri regionali, cui si aggiungono sale monografiche, sono infatti presenti numerose tele di Fontanesi: Paesaggio, Lavandaie, Strada in Savoia, Al Lemano sulle rive del Lago di Ginevra, Luce sugli alberi, I pioppi, Sulle rive del Po a Torino, Un mattino in Vanchiglia – Torino, Paesaggio con effetto di sole, Interno di San Paolo a Londra, Giappone rustico e A. Parella – Paesaggio con figure. A queste, in occasione della mostra appena inaugurata, si accostano quadri avuti in prestito dalla Fondazione Magnani Rocca, in collaborazione con l’Università di Parma, e viene proposto un interessante percorso di confronto con altri autori paesaggisti, coevi o successivi, oltre a due importanti fotografi contemporanei.

Il presidente della Galleria Ricci Oddi, Massimo Ferrari, durante l’inaugurazione ha ricordato che anche il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, città natale del pittore, celebra contestualmente con una grande esposizione, fino al 14 luglio 2019, l’opera di questo straordinario artista, attraverso il filtro della critica e le opere dei pittori che dalla sua lezione innovativa sono partiti per affrontare le sfide del ‘900. Presso l’esposizione di Reggio Emilia è presente una sala dedicata proprio a Ricci Oddi.

L’invito, per chi non l’avesse ancora fatto, è di approfittare di questa interessante mostra, curata da Ivo Iori, per andare alla scoperta della Galleria Ricci Oddi, scoprirne i quadri e le accoglienti sale, apprezzarne la particolare conformazione architettonica. Vederla affollata, nel momento dell’inaugurazione, fa riflettere sulle tante giornate in cui tutta quella bellezza risplende non vista. E non è mai un bene.

Michela Vignola

“Paesaggio e Figure. Fontanesi e i tempi del Naturalismo”, fino al 30 giugno negli spazi della  Galleria Ricci Oddi, via San Siro 13, Piacenza.
Orari: da martedì a domenica ore 9,30.12,30 e 15,00-18.00
www.riccioddi.it

Insegnante, copywriter e giornalista, si descrive come una romanziera in pectore, con il classico blog nel cassetto. Docente di lettere e pubblicista, con un passato come giornalista e speaker a Radio Inn, oggi coordina Gioia Web Radio, l'emittente liceale del Gioia di Piacenza e collabora con varie agenzie di pubblicità come autrice di testi.