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cultura

Il nudo danneggia la donna? L'opinione di Gianmarco Aimi

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«Ovunque le donne vivono in modo inutile, cioè sbagliato». Oriana Fallaci, agli inizi degli anni sessanta, facendo attenzione a non immischiarsi nelle lotte femministe, portò avanti con determinazione la sua opinione, sfociata nel libro “Il Sesso Inutile”.

Il giornalista piacentino Gianmarco Aimi, dopo aver seguito da vicino la discussione sulla mozione approvata a Palazzo Mercanti lo scorso gennaio, atta a limitare le immagini “sessiste” su autobus e pubbliche affissioni, riprende il pensiero della scrittrice fiorentina: «Parlare di “sesso inutile” non ha più senso. L’evoluzione della donna è stata dirompente, tranne in certi paesi arabi. Oggi, in realtà, la provocazione della Fallaci andrebbe indirizzata agli uomini»

Eppure, secondo le prime firmatarie della proposta, utilizzando il corpo femminile in modo “poco vestito” per la promozione dei prodotti, si metterebbe in discussione l’affermazione stessa della donna nella società.

Quale pensi sia, in Italia, il rapporto tra il gentil sesso e il nudo?

«Nella nostra società, la visione della donna è abbastanza disinibita, ma non bisogna scadere nella volgarità»

La mozione, secondo te, evita questo pericolo?

«Nel concreto, no. Il comune non può cambiare l’accordo con la società che gestisce gli spazi pubblicitari, rischierebbe diversi contenziosi. Per lo meno, non è attuabile nel breve tempo»

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Gianmarco Aimi, giornalista

Il nudo, in generale, spaventa?

 

«La sensibilità di fronte al nudo dipende dalla cultura di provenienza. Per esempio, dopo la morte di Gaia Molinari, i media brasiliani pubblicarono le fotografie esplicite del cadavere. Da noi, sarebbe impensabile»

In certe religioni, sicuramente, non è ben accetto. Il velo e il burqa islamico, sempre più diffusi nelle città italiane, mettono in discussione l’emancipazione femminile in Occidente?

«Credo che mettano in discussione, soprattutto, l’inserimento delle donne straniere nella nostra realtà. Negli ultimi anni, sono aumentate quelle che hanno scelto di rimettere il velo, testimoniando un problema di integrazione. Se si decide spontaneamente di indossarlo non è un problema; lo è, invece, quando diventa una costrizione»

Quanto sono importanti le donne nel tuo mestiere, il giornalismo?

«Sono fondamentali. Quando fai il giornalista, devi interpretare la realtà, riportandola agli altri. La verità oggettiva non esiste: le donne contribuiscono a dare una visione diversa. Ciò non vuol dire che un sesso debba prevalere sull’altro: spazio a chi è bravo»

Quali figure femminili della storia ammiri di più?

«Golda Meir e Margaret Thatcher. Anche se non le seguo dal punto di vista politico, hanno dimostrato una grande forza. Due donne con le palle».

Thomas Trenchi

Clicca qui per ascoltare la puntata “Attualità Piacenza – Donne, vietato spogliarsi: ipocrisia o rispetto?” trasmessa su Gioia Web Radio.

Classe 1998, giornalista professionista dell'emittente televisiva Telelibertà e del sito web Liberta.it. Collaboratore del quotidiano Libertà. Podcaster per Liberta.it con la rubrica di viaggi “Un passo nel mondo” e quella d’attualità “Giù la mascherina” insieme al collega Marcello Pollastri, fruibili anche sulle piattaforme Spreaker e Spotify; altri podcast: “Pandemia - Due anni di Covid” e un focus sull’omicidio di via Degani nella rubrica “Ombre”. In passato, ideatore di Sportello Quotidiano, blog d'approfondimento sull’attualità piacentina. Ha realizzato anche alcuni servizi per il settimanale d'informazione Corriere Padano. Co-fondatore di Gioia Web Radio, la prima emittente liceale a Piacenza. Creatore del documentario amatoriale "Avevamo Paura - Memorie di guerra di Bruna Bongiorni” e co-creatore di "Eravamo come morti - Testimonianza di Enrico Malacalza, internato nel lager di Stutthof". Co-autore di “#Torre Sindaco - Storia dell’uomo che promise un vulcano a Piacenza” (Papero Editore, 2017) e autore di "La Pellegrina - Storie dalla casa accoglienza Don Venturini" (Papero Editore, 2018). Nel maggio del 2022, insieme ai colleghi Marcello Pollastri e Andrea Pasquali, ha curato il libro-reportage "Ucraina, la catena che ci unisce", dopo alcuni giorni trascorsi nelle zone di guerra ed emergenza umanitaria. Il volume è stato pubblicato da Editoriale Libertà con il quotidiano in edicola. Ecco alcuni speciali tv curati per Telelibertà: "I piacentini di Londra" per raccontare il fenomeno dell'emigrazione dei piacentini in Inghilterra nel secondo dopoguerra, con immagini, testi e interviste in occasione della festa della comunità piacentina nella capitale britannica dal 17 al 19 maggio 2019; “I presepi piacentini nel Natale del Covid”; “La vita oltre il Covid” con interviste a due piacentini guariti dall’infezione da Coronavirus dopo dure ed estenuanti settimane di ricovero in ospedale; il reportage “La scuola finlandese” negli istituti di Kauttua ed Eura in Finlandia.